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Turismo, a Pasquetta boom di Presenze. Dal Caseificio Di Pasquo: «Valorizziamo il presidio turistico»

AGNONE – È stato propizio il week-end pasquale, che ha visto numerose presenze sul territorio agnonese e altomolisano. Entusiasmo anche dal Caseificio Di Pasquo che, oltre a ricevere la visita di alcuni gruppi organizzati, ha ospitato anche una delegazione proveniente da Nanchino, Cina, con la collaborazione dell’amministrazione comunale e del Cenacolo francescano Camillo Carlomagno.

Nanchino_Agnone_Caseificio_DI_PasquoNonostante questo colpo di frusta invernale, nei giorni scorsi il caldo primaverile ha scaldato i monti dell’Alto Molise, condizioni metereologiche ottimali per l’organizzazione di visite guidate sul territorio. Agnone e i dintorni hanno visto un’ondata di presenze interessate alle bellezze dell’area, le attrazioni come Chiese, monumenti e musei.

Tra queste tappe anche la cantina del Caseificio Di Pasquo, un sotterraneo ricavato al di sotto dello storico punto vendita per permettere a turisti, curiosi e visitatori di entrare in contatto con la tradizione lattiero-casearia locale e la storia aziendale. È stato proprio qui che l’azienda casearia, con oltre sessant’anni di storia alle spalle, ha intrattenuto ospiti provenienti dalla Puglia e dalla provincia di Ravenna. Una piacevole esperienza sia per i visitatori che per l’organizzazione che ha potuto nuovamente constatare quanto la qualità dei prodotti molisani colpisca grandi e piccini.

Nanchino_Agnone_Caseificio_Pasquo_CantinaA questi, si è aggiunta una delegazione estera proveniente da Nanchino, Cina. Il gruppo guidato dalla giunta comunale, dal professor De Martino e dal personale del presidio turistico comunale, nella giornata di Pasquetta ha visitato la Cantina Di Pasquo, il Museo del Rame e la “Valle del Cioccolato” con l’obiettivo di conoscere alcuni dei principali attori economici dell’area. Un educational che ha consentito al gruppo di toccare con mano, osservare e – in qualche caso – degustare la genuinità dei prodotti che quotidianamente portano sulle tavole del mondo il nome di Agnone.

Entusiasmo e soddisfazione dal Caseificio Di Pasquo, una delle aziende ospitanti. A seguito dell’evento, infatti, Debora Di Pasquo – responsabile marketing dell’azienda non ha tardato a commentare: «Innanzitutto è stato davvero piacevole constatare che la sinergia tra privati ed istituzioni, se ben coordinata, possa portare ottimi risultati per il territorio. Auspichiamo – ha continuato la giovane – che questo sia solo il primo di numerosi interventi simili. Vogliamo perciò ringraziare tutti coloro i quali ci hanno coinvolti ed hanno pianificato tutto così magistralmente. Al sindaco, al vice sindaco e agli assessori tutti va un plauso. Un grazie speciale al professor De Martino che, da quando ho memoria, si prodiga per Agnone e, naturalmente, al personale del presidio Turistico che con cortesia e disponibilità è sempre pronto a venire incontro a chiunque si smuova in ambito turistico. Proprio il presidio – ha concluso la giovane – è una delle pedine fondamentali in questa scacchiera. Una perla che meriterebbe di essere ancor più valorizzata per consentire ai preparatissimi operatori di lavorare al meglio per Agnone e l’hinterland».

Scegli Agnone per… le sue vedute

Cosa vedere ad Agnone? Non è affatto facile rispondere a questa domanda: al contrario di ciò che si possa pensare la cittadina altomolisana offre numerose attrazioni. È infatti per questa ragione che sul blog abbiamo lanciato la rubrica “Scegli Agnone per”, un appuntamento fisso per snocciolare le bellezze paesaggistiche, architettoniche e tutte le tappe che potresti (o forse dovresti) vedere.

I paesaggi
Se vivi in città, sono proprio i paesaggi la prima cosa che ti colpisce di Agnone. Da ogni punto di ingresso, infatti, si gode di una vista mozzafiato sui campi, le vallate e le colline. Una cartolina che consente a tutti i visitatori di capire in colpo solo cosa sia il Molise: una terra vergine dove la natura non è stata cementificata, dove il verde è ancora prominente. Ma sarà possibile rifarsi gli occhi anche una volta entrati in paese? Certo che sì!
E ti diremo dove. Ecco una selezione di terrazze e vedute che ti consigliamo di aggiungere al tuo itinerario.

Veduta_Belvedere_RipaBelvedere “Ripa”
Il nome è una garanzia. Situato all’estremo Sud della cittadina, il belvedere si erge al di sopra di una montagna rocciosa che domina la vallata. Dalla terrazza, un’area verde che ospita numerose panchine ed anche un piccolo parco giochi, è possibile osservare l’intera vallata approfittando di uno squarcio dal quale si scorgono paesi come Capracotta, Poggio Sannita e Pietrabbondante.

Veduta_Agnone_Via_AmicarelliTerrazza “Via Amicarelli”
Immagina un muro di cinta in pietra, una spessa ringhiera dalla quale si scorge il belvedere Ripa, il viadotto Verrino, visibile in diverse angolazioni da diversi scorci. Come sarebbe guardare tutto questo dando le spalle ad uno degli storici campanili della città delle campane?

Terrazza “Via Don Bosco” e “Via Monsignor N. Marinelli”
Veduta_Agnone_SudVorresti vedere il versante sud di Agnone per scrutarne i particolari? Anticamente la cittadina era considerata inattaccabile perché edificata all’interno di una serie di case a schiera che precludevano l’accesso. Da questi due terrazzamenti è possibile avere un’idea della struttura del centro altomolisano e, ammettiamolo, restarne affascinati.

Agnone_skylineTerrazza “Zona Artigianale”
Cerchi una cartolina da pubblicare su Instagram o condividere con i tuoi amici? La veduta della zona artigianale ti offre la siluette dell’intera cittadina, uno skyline su cui si profilano i principali campanili. Tra questi, svetta imponente la torre della Chiesa di Sant’Antonio.

img_1006Veduta “Viale Marconi”
A pochi passi dal centro di Agnone, su una delle strade che conduce fuori dal paese, c’è uno squarcio seminascosto nella vegetazione, una piccola finestra che si affaccia su tutto il borgo, la valle e – ancora una volta – sul viadotto Verrino.

Ne manca qualcuno all’appello?
Segnalacelo con una e-mail a: comunicazione@caseificiodipasquo.com
Se, invece, ancora non sei passato di qui, non hai scelta. Scegli Agnone per… le sue vedute.

#molisefuoridailuoghicomuni: torna l’hashtag per diffondere il Molise bello da vedere

Avreste mai affidato le sorti della promozione turistica molisana ad un hashtag? Qualcuno lo ha fatto ed è tornato alle cronache: #molisefuoridailuoghicomuni; il tag raccoglierà una serie di scatti molisani diffusi durante la BIT di Milano, ad aprile.

Civitacampomarano graffiti

Il Molise Resiste – graffito di Civitacampomarano

Il Molise non esiste” è stato uno degli slogan più virali degli anni passati tant’è che sapientemente è stato anche utilizzato – in qualche misura – per riavviare la promozione di un territorio ancora sconosciuto. Tuttavia, siccome il Molise di strada deve farne ancora un po’ per arrivare a lavorare seriamente nel settore turistico, da qualche giorno è stato rilanciato un altro hashtag, pensato per portare online le bellezze della regione.

#molisefuoridailuoghicomuni. Questo il tag promosso da Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo (Aast) che, insieme all’associazione culturale CREAMAR, presenzierà alla BIT di Milano – uno degli appuntamenti più importanti per gli operatori turistici. Qui, oltre a distribuire una guida contenente i principali punti di interesse del Molise Orientale, troveranno spazio le bellezze regionali proprio grazie all’hashtag lanciato durante la conferenza stampa di presentazione, tenutasi qualche giorno fa.

13641286_797215990379072_4553205171989466910_o«Il materiale che sarà inviato raffigurante i simboli dei paesi molisani» ha spiegato Remo Di Giandomenico, commissario straordinario dell’Azienda «sarà presentato nello stand alla Bit. È nostra intenzione promuovere e valorizzare le realtà locali del Molise». Una vera e propria opportunità per tutti quegli scorci che impreziosiscono il Molise e che appassionano i visitatori.

Più e più volte, infatti, ci si imbatte in turisti affascinati da particolari, da bellezze naturalistiche, da chiese e monumenti che quasi sottovalutiamo. Bene: è il momento di guardare al nostro territorio con occhi estranei, coglierne gli aspetti più caratteristici e condividerli online utilizzando l’hashtag di Aast.

Che ne pensate? Non sarebbe divertente se ci fossero anche i vostri scatti?
Fotografate, condividete il vostro spicchio di #molisefuoridailuoghicomuni e, se vi va, taggateci. Saremo lieti di seguirvi nell’impresa.

Turismo, con la primavera alle porte prepariamoci al meglio

«Cercavamo un paese tranquillo e ricco di cose da vedere e abbiamo optato per Agnone». Sapete quante volte ce lo siamo sentiti dire? Lo abbiamo già scritto ma ci piace ricordarlo (perché molti non ci credono) ma l’Alto Molise affascina e strega anche le giovani coppie.

IMG_9910Sabato mattina, poco dopo le 11, abbiamo ricevuto in cantina una coppia di ragazzi campani. Come di consueto, il tour è stato anche l’occasione per scambiare due chiacchiere con i nostri ospiti e così abbiamo scoperto che la scelta della nostra cittadina non era stata casuale. I due giovani erano alla ricerca di un posto caratteristico, un borgo in cui fosse possibile ancora toccare con mano la tradizione, i sapori tipici. E così i due hanno fatto un po’ di ricerche e hanno riscoperto Agnone. Ne avevano già sentito parlare a proposito della Fonderia Marinelli ma non ne conoscevano la storia, il passato ramaio e la cultura casearia. Insomma conoscevano il nome di Agnone ma non i dettagli e così hanno fatto ricerche e, sì, hanno scelta la nostra cittadina come meta per il loro rilassante week-end.

Mark Cerimele e la sua famiglia in visita al caseificio Di Pasquo

Mark Cerimele e la sua famiglia in visita al caseificio Di Pasquo

Questo è solo uno degli aneddoti che abbiamo ascoltato nella nostra cantina. Tra questi c’è la storia di Mark che sta già pianificando un altro viaggio in paese; c’è Renata che ogni anno riapre le imposte della sua casa di famiglia; ci sono gli inglesi che continuano a preferire il Molise alla Toscana.

Possono sembrare sciocchezze, dati insignificanti ma noi continuiamo a ripeterlo: non è così. Sono segnali positivi, indicatori che ci suggeriscono un chiaro ed importante messaggio: siamo sulla strada giusta! Non dobbiamo far altro che proseguire con impegno e dedizione, fare squadra (come abbiamo già detto) e accogliere – come comunità – calorosamente tutti questi visitatori. Siamo solo agli inizi di un percorso che ci consentirà di portare il nome di Agnone, dell’Alto Molise in giro per il mondo e che porterà cittadini di tutto il mondo a visitare le nostre ridenti colline.

Certo non siamo una meta per il turismo di massa ma converrebbe esserlo? Avremmo gli spazi per gestire flussi di quella portata? Probabilmente, lavorandoci su si riuscirà a fronteggiare anche richieste “massive” ma per il momento cerchiamo di ottimizzare ciò che abbiamo e prepariamoci al meglio per la primavera che verrà.

 

TravelAppeal: il Molise sorpassa la Toscana

Travel Appeal Abruzzo Menzione SpecialeTREVISO – È tempo di statistiche nelle sedi centrali di Travel Appeal, piattaforma che analizza la reputazione digitale di attrazioni, punti di interesse, hotel e ristoranti. La società, scelta dal Ministero dei Beni Culturali per monitorare l’online reputation di 17 musei, ha riconosciuto una menzione speciale all’Abruzzo. Tra le regioni più amate anche il Molise.

Si fa presto a dire facciamo turismo. La verità però è che per inserire un territorio nelle tratte di tour operator tocca lavorare a lungo, investendo in formazione, servizi, in comunicazione e marketing. Non è semplice ma è necessario, soprattutto per territori che potrebbero trarne sostanziosi guadagni, come il Molise.

E sono proprio i fratelli del Molise, gli abruzzesi, ad aver capito per bene questo meccanismo, stando a quanto rilevato dallo studio di Travel Appeal; società italiana che si occupa di rilevare il sentiment dei turisti monitorando la reputazione online di attività ricettive, attrazioni e destinazioni.

Oggetto dello studio, pubblicato il 13 ottobre, è il periodo tra ottobre 2015 e ottobre 2016. Sotto la lente di TravelAppeal 6.326.158 recensioni per un totale di 26.814.345 opinioni rilevate nelle review analizzate su canali quali TripAdvisor, Booking.com ed Expedia.

Travel Appeal 2016 - Le regioni più amateIl primo dato che emerge è il sentiment positivo per l’Italia. L’82,4% dei viaggiatori ha una buona opinione del belpaese ma cosa diranno sulle regioni della nostra area?
Ottimo il risultato dell’Abruzzo che (oltre ad essere stato menzionato come regione promettente) ha registrato un sentiment positivo all’84,2% per un totale di 73.575 recensioni analizzate. Sulla stessa scia anche i vicini di casa, i molisani, che hanno ricevuto un feedback positivo per l’83,7% delle review, superando addirittura regioni come la Puglia, la Sicilia e la Toscana (82,3%).

Come scrivevamo prima, si fa presto a dire facciamo turismo comunque è anche vero che – nonostante sia arduo e complicato – la resa non può essere un’opzione. Risultati come quelli dell’Abruzzo devono essere un traguardo a cui mirare; è necessario guardare al sentiment positivo come quello ottenuto dalla nostra regione, il Molise, come un buon punto di partenza. In altre parole: ci siamo avviati bene e ora dobbiamo proseguire.
Chi la dura la vince!

Renata Manuppella: «Torno qui ogni anno e non smetterei mai»

Agnone vista dall'alto - Fonte sito Hotel Duca del SannioAgosto non è solo il mese in cui fiumi di visitatori raggiungono Agnone e l’alto Molise alla scoperta delle sue bellezze. Infatti l’ottavo mese dell’anno è anche il periodo in cui numerosi oriundi tornano nella cittadina che li vide nascere e crescere. Il centro storico si rianima e sono pochissime le imposte chiuse. Al contrario ci sono finestre spalancate e portoni accostati. Lungo quelle stradine – generalmente abbastanza silenziose – ci sono voci, risate, i tintinnii di posate nei piatti. Insomma il borgo è vivo e tutte i villeggianti che lo rianimano sono anche custodi di incredibili storie che non aspettano altro che essere raccontante. Lunedì 29 agosto Agnone già si stava svuotando. Alcuni dei nostri concittadini erano già a casa in città, altri preparavano i bagagli. Qualcuno invece posticipava la partenza per incontrarci. Quel qualcuno si chiama Renata Manuppella. Non appena varchiamo la soglia di casa, ci troviamo in un tipico androne dei palazzotti altri tempi. Pavimento in pietra, un arco ed una scalinata ripida – sulla quale troneggia una finestra – che collega l’ingresso alla dimora. Risalita la rampa, giriamo a sinistra ed entriamo in un accogliente salottino. I divanetti sono alla destra della stanza, nelle vicinanze di un grosso camino in pietra. È qui che Renata ci fa accomodare e la nostra piacevole chiacchierata ha inizio.

Innanzitutto la ringraziamo per l’invito, Renata. Lei è fortemente legata ad Agnone ma ha vissuto qui per pochissimo tempo.
«È vero. La mia famiglia ha origini agnonesi ma noi abbiamo sempre vissuto a Napoli. Poi, durante la seconda guerra mondiale, mio padre decise che saremmo trasferiti qui. E così fu. Lasciai Agnone che avevo  un anno o poco più». Era molto piccola. Non può ricordare il suo soggiorno qui ma la sua famiglia ha continuato a tornare. «Certamente. Avevamo comunque una casa e degli affetti qui. Mia zia, Esterina Mannuppella, viveva qui. Era una laica e preparava i ragazzi e le ragazze alla prima comunione e noi, ogni estate facevamo ritorno qui».

Fiato 1100 - Immagine pubblicitaria

Fiato 1100 – Immagine pubblicitaria

Cosa ricorda delle estati agnonesi?
«Beh, noi venivamo da Napoli e quando tornavamo qui, all’inizio, ci sentivamo un po’ prigionieri. Poi, negli anni ’50 mio padre comprò un macchina. La Fiat 1100 e allora la situazione cambiò. Iniziarono le escursioni e ogni occasione era buona per visitare i dintorni. Ricordo le nostre gite a Collecarbone e di come ci piacesse scoprire quella natura così brulla».

Sicuramente questa casa, il paese e le valli significheranno molto per lei. Ma oggi tornare qui cosa significa per lei?
«C’è modo di tornare nei luoghi d’infanzia, questo sì. Ma soprattutto Agnone ci dà la possibilità di rincontrare persone con le quali abbiamo condiviso, e condividiamo ancora, momenti splendidi. Amici di una vita che vivono altrove e che ogni estate sono qui».

Lei è una turista e un’agnonese allo stesso tempo. Qualcuno la definirebbe foragnonese e quindi ha un piede dentro ed uno fuori da questa realtà. Cosa cambierebbe?
«Agnone è una cittadina amorevole. È tranquilla, circondata dal verde (che con il tempo si è ingentilito. Prima la natura era brulla, oggi è tutto così rilassante e piacevole da guardare) e nasconde mille tesori. Ho portato io stessa degli amici e ne sono rimasti colpiti».

C’è un ma…?
«In un certo senso sì. Come dicevo qui si sta bene ma sarebbe stupendo se i cittadini si aprissero un po’ di più. Non sto dicendo che gli agnonesi siano inospitali, sia chiaro. Tuttavia, trovo che ci siano – da parte di alcuni componenti della società – delle resistenze nei confronti di chi torna. Mi auspico che i giovani possano essere promotori di questa auspicata apertura».

'Ndocciata dall'alto, 2 (foto di Guerino Trivisonno)Possiamo ben sperare allora.
«È ciò che noi tutti ci auguriamo, no? La gente ha voglia di tornare e di portare con sé amici e parenti. Sebbene, ad essere sinceri, non mi auguro che Agnone diventi una meta vittima di turismo massivo, che ne annienterebbe l’anima, qui c’è del potenziale. Del grosso potenziale. Si parla di turismo d’élite, presenze di nicchia e allora non resta che confidare nei ragazzi e nelle ragazze. Sono loro che potranno dare un valore aggiunto diventando anelli di congiunzione tra chi vive qui, chi fa ritorno e chi viene semplicemente in visita».

Turismo: TripAdvisor dice che Agnone piace

È buffo come a volte riusciamo ad essere ciechi. Conosciamo il posto in cui viviamo ma ne ignoriamo alcuni dettagli. Mangiamo a tavola con le nostre famiglie tutti i giorni ma non notiamo che nostro padre ha cambiato orologio (perché al vecchio si è rotto il vetro sul lavoro), e nostra madre ha tinto i capelli. Siamo presi dalla quotidianità, dagli impegni e dalle scadenze e così non vediamo tante piccole cose. È strano ed è ancora più assurdo, invece, come abbiamo partorito questa riflessione.

20160916_154013L’altra mattina arrivati in ufficio, sulla nostra scrivania abbiamo trovato una bustina di TripAdvisor. Conteneva gli adesivi da affiggere alle porte del caseificio, stickers che abbiamo ricevuto dopo aver registrato la nostra attrazione.

Abbiamo aperto la busta e ne abbiamo analizzato il contenuto: tre grosse figurine di colore verde intenso che invitano gli ospiti di una struttura a recensire il tour o il soggiorno. Poco dopo la giornata lavorativa stava volgendo al termine e abbiamo rimesso tutto a posto.

Veduta di Agnone dalla Ripa Usciti, quindi, è successo quello che dicevamo sopra: camminando per le strade del nostro paese abbiamo scoperto che sono moltissimi gli alberghi, i ristoranti e le attrazioni ad Agnone. TripAdvisor, solo per la nostra cittadina, conta circa 45 strutture, un chiaro segnale di quanto l’Atene del Sannio si stia gradualmente affacciando sul mondo del turismo. Ma c’è di più: Agnone piace!

Sono diverse le recensioni pubblicate sul portale (che raccoglie oltre 350 milioni di utenti) e nella maggior parte leggiamo l’apprezzamento dei visitatori che hanno avuto modo di cenare nei ristoranti sparpagliati per il paese, di assaggiare i nostri prodotti tipici, i dolci, di visitare le chiese, il centro storico ed i musei.

Insomma: TripAdvisor è un piccolo diario o almeno un registro che ci consente di capire quanto i turisti si siano trovati bene qui da noi. E, ammettiamolo, è una soddisfazione.

 

Gli Americani riscoprono i proverbi latini: In medio stat virtus

Un gruppo di americani visita la cantina del Caseificio Di PasquoScoprire che il Caciocavallo non venga prodotto con latte equino è stata solo una delle piccole lezioni che i nostri ospiti canadesi hanno potuto apprende oggi durante un veloce tour nella nostra cantina. Una mattinata che ci ha ricordato quanto sia importante per il Molise e per l’Italia far lavorare sinergicamente tradizione e innovazione.

È durata poco più di un’oretta la visita guidata nei meandri della nostra cantina, alla scoperta della storia aziendale e di quella casearia agnonese e altomolisana. Non appena concluso il giro nella Fonderia delle Campane, una ventina di canadesi hanno infatti raggiunto il nostro punto vendita dove abbiamo raccontato loro le origini della nostra azienda e parlato del processo produttivo. Qui, ci siamo quindi concentrati sugli utensili usati in passato comparando le fasi di lavorazione con quelle attuali. IMG_7714

Inutile negare che i nostri ospiti sono rimasti alquanto stupiti quando abbiamo spiegato che, di fatto, la produzione rispetta ancora la tradizione e che a cambiare (nel corso del tempo) siano stati solo i materiali (oggigiorno legno e rame sono vietati, ndr) e le dimensioni. Chiarite le motivazioni che non consentono alle aziende casearie di utilizzare materiali porosi negli stabilimenti di produzione, dunque, abbiamo messo a paragone alcuni degli strumenti odierni con i loro antenati passati dimostrando che ciò che viene fatto nel 2016 è il discendente diretto delle operazioni di sessant’anni fa.

E proprio parlando di questo, con i nostri ospiti abbiamo concordato che è l’aggiornamento “consapevole” a permettere a territori come il Molise di crescere. Rimanere collegati al proprio retaggio culturale (non restandone prigionieri) consentirà a tutte le realtà produttive regionali di crescere. Insomma alla fine lo abbiamo sempre saputo tutti: come dicevano i latini “In medio stat virtus” ovvero la virtù sta nel mezzo. E allora non dobbiamo fare altro che onorare le nostre origini, la tradizione e usare che questa ci guidi verso un futuro migliore, più roseo e prospero.

Scegli Agnone per…il negozio di alimentari di Giovanni de Ciocchis

Giovanni de Ciocchis, gestore del punto vendita

Giovanni de Ciocchis, gestore del punto vendita

Si trova al civico 31 di Corso Vittorio Emanuele, incastonato in una casa a due piani che fa angolo tra il corso – dedicato al nobile della casa di Savoia – e Vico Polito, una caratteristica stradina preda di turisti e fotografi. È piccolo, raccolto e accogliente e profuma di passato. È lui il negozio di Generi alimentari “Giovanni de Ciocchis” finito anche sulla stampa locale dopo che l’Università delle Generazioni, da sempre attenta alle peculiarità del nostro territorio, lo aveva segnalato.

La redazione del blog, perciò ha deciso di fare una capatina nell’ex locale commerciale che oggi ospita una sorta di museo dedicato ai tempi passati, un salto nella vita di Agnone dagli anni 50 in poi.

IMG_7553iAppena entrati sulla sinistra troviamo un bancone a L sul quale svettano una bilancia ed un’affettatrice manuale. Alla destra una lunga parete tinteggiata di giallo chiaro che ospita una serie di mensole che una volta erano stracolme di pasta, caramelle, dolciumi e bibite. Oggi quelle mensole conservano vecchi espositori, bottiglie, e locandine promozionali. Un vero e proprio tesoro in grado di catturare l’attenzione dei visitatori per decine e decine di minuti.
Tra questi, una scatola in latta che raccoglie un tesoro di tappi di bottiglia di diverse marche. Ai piedi dello scaffale una cassetta dentro la quale c’è adagiato un sacco di iuta proveniente dall’argentina (come recita la scritta stampata, ndr).

Spostando nuovamente lo sguardo a sinistra c’è un elettrodomestico ad attirare la nostra attenzione. Un frigorifero Atlantic bianco nel quale, ci raccontano, venivano riposte le bibite per i mesi estivi. Un frigo domestico che non ha nulla a che vedere con i freddi banconi ai quali siamo abituati oggi. IMG_7524i

Sul fondo una parete che divide il locale principale dal retrobottega. Qui dietro, una zona di servizio recentemente ristrutturata dove sono allocate cantinette in ferro per la conservazione del vino, bottiglie, fiaschi e anche un boccale in rame di particolare pregio poiché realizzato con un’unica filatura di rame.

IMG_7523iA visitare l’ex negozio (aperto d’estate tutti i giorni dalle 18 alle 20) collezionisti, appassionati di storia, curiosi e cittadini che varcando la soglia in pietra ricordano la loro infanzia, quasi come se Giovanni fosse ancora dietro quel bancone marrone con il pianale in marmo. Entrando nell’alimentari infatti sembra quasi di sentire il ronzio del vecchio frigorifero, intervallato dal rombo delle macchine che di tanto in tanto passavano lungo la strada. Vespe della Piaggio con a bordo giovani pronti ad andare a divertirsi nelle estati agnonesi, coi capelli al vento.
Quasi riusciamo ad immaginare i nostri genitori o i nostri nonni fare la spesa in quello spazio chiedendo un pacco di pasta o del caffè, macinato direttamente in bottega.

È facile, anzi facilissimo, fare un salto nel vuoto ritrovandosi nei rombanti anni sessanta, quando l’Italia si preparava al boom economico e dà forza visitare un luogo in cui si respira quella voglia di fare di crescere e di diventare. Assolutamente sì: tutti dovrebbero fare una capatina nel negozietto di Giovanni de Ciocchis.

 

 

Tanti video per “far vedere agli svizzeri come facciamo il formaggio in Molise”

Agosto è finalmente arrivato e insieme a lui sono tornati i turisti e villeggianti che, anno dopo anno, riempiono i paesi dell’alto Molise. Direttamente da Roma, Napoli, Milano e così via gli oriundi passano qualche settimana su queste fresche colline, al riparo dallo stress della città e della vita quotidiana.Cantina crop cop

Le strade del paese così diventano luoghi in cui si rincontrano vecchi amici, parenti lontani e –come capita a tutti i commercianti – anche clienti. Proprio così: agosto è il mese in cui gli storici clienti vanno a fare visita a tutti quei negozi che hanno segnato la loro infanzia e adolescenza. Ancora, capita che si approfitti del soggiorno molisano per vedere colleghi e contatti di lavoro. Perché la forza del Molise è anche il commercio fuori regione o fuori nazione.

Ed è proprio questo che ci è capitato qualche giorno fa quando abbiamo visto una berlina grigia arrivare davanti al nostro cancello. Dalla macchina è sceso un simpatico signore che, direttamente dalla Svizzera, è tornato a casa e ha colto l’occasione per venire a fare un giretto nel nostro dipartimento di produzione.

DiS SvizzeraGestore di una pizzeria, l’uomo ha voluto scattare qualche foto durante il tour (prima in caseificio e dopo nella nostra cantina) e soprattutto ha deciso di “interrogare” il nostro casaro: «Mi dispiace disturbarlo ma mi incuriosisce. Voglio capire» ha spiegato il nostro ospite (del quale non faremo il nome per tutelare la sua privacy).

E così tra una domanda e l’altra, sono trascorse velocemente due ore in cui abbiamo raccontato la storia del nostro caseificio, abbiamo spiegato il processo di produzione e mostrato sia la cantina a stagionatura naturale che la cella a stagionatura controllata. Una serie di passaggi che hanno entusiasmato i quattro visitatori a tal punto da spingerli a scattare foto su foto e girare una moltitudine di clip.

Finito il tour, quando stavamo per salutarli, abbiamo chiesto loro cosa volessero fare con tutto quel materiale e così ci hanno spiegato: «Così facciamo vedere ai clienti della pizzeria come si fanno i formaggi in Molise».

Perché è vero: ciò che da noi è scontato per altri non lo è. Se per noi molisani vedere un caciocavallo è la norma, altrove si tratta di una vera e propria rarità e allora l’unica cosa che possiamo fare è goderci la nostra fortuna e fare di tutto per condividerla.