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Lorenzo Di pasquo

Oggi vi parlo di me

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I cambiamenti ci spaventano. La nostra è una società calcolatrice che, troppo spesso, non è in grado di vedere oltre ciò che è già concreto. Se non esiste ci intimorisce. Cosa c’è di meno concreto che un cambiamento? Come recitava un vecchio adagio: “Chi lascia la vecchia strada per quella nuova, sa quello che lascia ma non sa ciò che trova”.

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Il team del Caseificio Di Pasquo al TuttoFood 2015

Il cambiamento e il progresso ci fanno paura. La paura, definita dal filosofo Umberto Galimberti, è “un’emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione (…) che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza (…) in atteggiamenti di lotta e fuga”. Dunque abbiamo paura di ciò che non possiamo controllare o non potremmo controllare ma c’è qualcuno che delle mutazioni non ha paura.

Mi chiamo Giovanni e da oltre due anni curo la comunicazione del caseificio, collaborando con il responsabile marketing dell’azienda. Due anni fa (a febbraio 2015) ho messo piede in questo stabilimento affacciandomi in un mondo che non mi apparteneva. Ho scoperto che le scamorze e i caciocavalli sono solo una goccia del latte che scorre in un’azienda casearia. C’è un mondo di cose da fare e da apprendere.

Presto, per esempio, mi sono cimentato in lunghe chiacchierate con Lorenzo e mi sono accorto che la passione, la forza di volontà e l’ottimismo, che i miei amici e familiari avevano criticato (“Pensa concreto” mi ripetono), non sono tipici della gioventù. Quell’uomo continua ad avere le stesse energie che lo avevano spinto, a venti anni, ad assumersi un’enorme responsabilità. Era (ed è) un giovane imprenditore con un’enorme esperienza alle spalle, una saggezza che custodisce ma senza troppa gelosia. Anzi! Non vede l’ora di trasmetterla e condividerla con colleghi e collaboratori.

Enrico-Letta-Cibus-Caseificio-PasquoUn anno dopo il mio arrivo, siamo nel 2016, viene il Cibus e tutti quanti ci imbarchiamo in un’altra sfida. E sapete che c’è? La vinciamo! Riusciamo addirittura a portare nel nostro stand Enrico Letta. Di più: gli facciamo degustare i nostri prodotti. E lui ci regala una perla di saggezza unica.

Da allora è passato un altro anno. Il Cibus è alle spalle e sta per concludersi un’altra esperienza. Il mio viaggio al Caseificio Di Pasquo finisce qui ma non dimenticherò mai che le passioni vanno assecondate e nutrite. I sogni possono avverarsi se si è disposti a lottare per farli diventare effettivamente verità. Le partite IVA non sono un demone e gli imprenditori non sono dei folli.

Certe volte il cambiamento è necessario. Anche se fa paura saltare, restare sul bordo della scarpata non serve a nulla. Meglio prendere la rincorsa e fare il balzo in avanti.

E, così, mentre mi preparo a correre è venuto il momento dei ringraziamenti. Grazie a tutti i nostri lettori, ai seguaci, ai nostri clienti che hanno reso questo viaggio speciale. Grazie ad Agnone, che ho ammirato dalla “mia finestra” in cerca di ispirazione. Grazie a Lorenzo, grazie ad ogni singolo collega che ha voluto contribuire alla mia crescita.

Non abbiate paura. Osate. Per Agnone, per il Molise ma soprattutto per voi stessi.

 

Buona festa del papà, Lorenzo… da tutti noi

Nessuno potrà mai rimpiazzare il proprio papà ma, nella vita, di figure paterne possiamo incontrarne molte. E, oggi, che è San Giuseppe, abbiamo scelto di dedicare qualche riga a Lorenzo, padre di Donatella, Debora, Fabiola e Martina ma figura paterna per tutti i suoi collaboratori.

Lorenzo_Di_Pasquo_titolare_caseificio_di_pasquoÈ impossibile rimpiazzare il proprio papà ma, nella vita, di figure paterne ne potrete incontrare molte. Bene, se mai aveste a che fare con Lorenzo Di Pasquo, siamo sicuri che lui potrebbe essere una di quelle persone lì.

Tocca fare una premessa: questo post non nasce per piaggeria, né proviene da “ordini” ben precisi. Si tratta di un qualcosa di spontaneo scritto sulla base di ciò che abbiamo la fortuna di vivere – giorno dopo giorno – tra le quattro mura di questa azienda.

Un buon padre fa di tutto per passare abbastanza tempo con tutti i suoi figli. Giusto? Bene, il nostro Lorenzo cerca in ogni modo di essere ovunque, a contatto con tutti i suoi collaboratori. Che si tratti produzione o di marketing, di manutenzione o vendite, lo si trova ovunque in tutti i settori e in tutti i reparti. Insomma è quello che definiremmo un “capo presente”.

Ma se dovessimo descrivere il boss? Quali parole useremo?
Potremmo cominciare usando l’aggettivo umile, un attributo che gli si addice perfettamente. A differenza di molti “non si sente arrivato”. Lui (citiamo testualmente) “fa solo il suo lavoro”.
Sicuramente potremmo proseguire citando la sua saggezza acquisita nel corso del tempo al comando del caseificio di famiglia. Tuttavia, a colpire maggiormente, sono la determinazione, la forza di volontà e l’ottimismo. Tre caratteristiche che a parer nostro fanno di lui un buon imprenditore e anche un buon mentore.

Non si possono immaginare scenari futuri (e quindi prospettive future) per un’azienda senza una dose di ottimismo ma soprattutto senza essere disposti al sacrificio e al lavoro duro. Sembrerà ovvio ma negli ultimi anni sono sempre più i capitani di azienda a lasciarsi avvilire dalla crisi economica e la recessione, in particolar modo nell’entroterra. Possiamo dirlo: Lorenzo non è uno di questi e non smette mai di ricordarcelo. Quotidianamente, è uno dei nostri sponsor. Ci spinge a fare di più, ci “fomenta” così come si fa con gli atleti durante una maratona.

Amelia_Iarusso_Lorenzo_Di_Pasquo_titolari_Caseificio_DI_PasquoChi lo conosce lo sa: è un gran chiacchierone. Ama condividere i segreti del suo mestiere, adora istruirci, dare consigli e, perché no, raccontarci i retroscena di quelle sembrano semplici direttive aziendali. Ve lo starete chiedendo, lo sentiamo: possibile che non predichi mai?
E chi lo ha detto?
È un padre, è un imprenditore. È normale che ci si scontri ma sa perdonare e chiedere scusa. Dunque passate le nuvole torna il sereno. Si ricomincia.

Non sappiamo se i vostri responsabili o direttori siano come Lorenzo. Se così fosse sarete fortunati come noi e allora, concorderete, nel voler augurare “buona festa del papà” non solo ai padri ma anche a tutte quelle persone che, quasi come un padre, vi hanno fatto crescere e vi hanno insegnato tanto.

 

 

Internet: il mezzo che porta il lavoro in Molise

«Il lavoro c’è ma è nel mondo». È stata questa la citazione di apertura al workshop formativo in digital marketing, organizzato dalla Camera di Commercio Molise, al quale abbiamo preso parte nei giorni scorsi. Una frase dalla quale abbiamo scritto una riflessione che sentiamo di condividere con voi.

Ars Digitalia MoliseMercoledì 8 marzo ha preso il via il ciclo di workshop in digital marketing organizzato dalla Camera di Commercio del Molise nell’ambito di #Arsdigitalia. Una serie di appuntamenti pensati per mostrare alle aziende il percorso più agevole per promuovere il proprio marchio, generare contatti e trovare nuovi clienti.

In cattedra, la giovane Gilda Falconi, formatrice di origini molisane che nell’introdurre i partecipanti alla prima sessione ha raccontato: «Qualche giorno fa mi trovavo a Cassino per un evento e, ad un certo punto, uno degli speaker, l’ingegner Tozzi, ha esclamato: “Il lavoro c’è ma è nel mondo!” Un ‘affermazione – ha continuato la donna, che ci fa capire che questa regola è valida anche in Molise».

Un discorso semplice e chiaro che ha confermato la nostra teoria: fare impresa in Molise è possibile. E, forse, possiamo considerarlo addirittura vantaggioso. Non solo in una regione come la nostra possiamo godere di aria salubre, vivere tranquillamente senza stress come il traffico o affrontare paure dovute al tasso di criminalità, bensì possiamo approfittare del costo della vita – che è certamente più basso in confronto a quello delle grandi città.

Premiazione Lorenzo Di Pasquo - copertinaNella sala conferenze della Camera di Commercio di Isernia, sentendo quella frase, non abbiamo potuto evitare di ripensare all’appello di Lorenzo Di Pasquo, che a marzo 2015, invitava i giovani ad osare, provando a fare impresa. Perché oggi essere produttori – tanto per fare un esempio – non è più come una volta. Ci si può avvicinare alla terra con occhi diversi, con cultura. Oggi possiamo essere imprenditori agricoli. Nel 2017, avviare un’azienda che offra servizi o uno studio professionale non significa doversi trasferire necessariamente in una metropoli. Possiamo reperire contatti online e fare affari pur restando nella splendida piazza del paese, come hanno deciso di fare Danilo e Salvatore. Naturalmente sono due i presupposti che dobbiamo mettere in conto: l’infrastruttura tecnologica e la forza di volontà.

Non è un mistero che l’entroterra italiano abbia ancora notevoli problemi di connettività, un digital divide che ci penalizza e al quale sono le istituzioni a dover porre rimedio, aiutate anche dalla comunità che non dovrebbe mai smettere di ricordare il problema. Infine, è chiaro, c’è bisogno di dedizione al lavoro e al sacrificio ma ne saremo ripagati.

Insomma: possiamo rialzarci, dobbiamo rialzarci. Anche approfittando di internet.

 

‘Ndocciata 2016: numeri da record e un programma da urlo

AGNONE – C’è aria di festa in paese dove tutta la comunità si prepara alla ‘Ndocciata dell’8 dicembre. Altissime le aspettative dell’edizione 2016 a vent’anni di distanza dalla sfilata di Piazza San Pietro.

[sg_popup id="2" event="onload"][/sg_popup]Il countdown finale per la ‘Ndocciata è già cominciato da qualche giorno; il municipio, il personale amministrativo, Pro Loco, guide turistiche, commercianti, imprenditori, ristoratori e albergatori sono quasi pronti all’importante flusso atteso per il prossimo fine settimana. Stando all’Eco dell’Alto Molise, infatti, i prospetti per l’edizione 2016 farebbero ben sperare. 140 camper, 10 pullman, tutto esaurito nelle strutture ricettive dell’hinterland e 100 uomini (tra forze dell’ordine e volontari) operativi sul territorio. Insomma uno spettacolo di grandi dimensioni che, tra l’altro, verrà inserito in una fitta agenda di appuntamenti.

Programma Ndocciata 8 dicembreIl 7 dicembre verrà aperto ufficialmente il concorso “Agnone accende le luci di Natale” a cura del comune e della Pro Loco. L’8 dicembre, oltre all’evento principe, due dirette streaming proposte dal portale www.altomolise.net, appuntamenti che – oltre a mandare in onda live la ‘Ndocciata – vedranno come ospiti organizzatori della ‘Ndocciata, istituzioni locali, regionali e imprenditori dell’area. Tra questi anche Lorenzo Di Pasquo, direttore generale del Caseificio Di Pasquo, presente alla diretta delle 17.00.
A partire dalle 22.00, sul palco del Teatro Italo-Argentino il musical Ogni Uomo Semplice, che aveva già fatto sold-out in passato.
Alle 16.00, il 9 dicembre, Palazzo San Fracnesco ospiterà la conferenza “Il Drago che non muore mai” tenuta dal Professor Mino Gabriele e successivamente, alle 21.00, il Maestro Piero Mazzocchetti dirigerà il concerto di Natale nel Teatro Italo-Argentino.
Infine, il 10 dicembre, Piazza Plebiscito farà da cornice ad una degustazione di prodotti e piatti tipici con intrattenimento musicale.

A questo variegato palinsesto si uniscono la pesca di beneficenza nella Chiesetta dei Padri Cappuccini (dal 7 al 9 dicembre), i mercatini in Piazza Unità d’Italia (dal 7 all’11 dicembre) e i numerosi tour. Tra le visite guidate “Di Pasquo in cantina”, il tour gastronomico e culturale promosso dal Caseificio Di Pasquo.

 

Auguri Lorenzo, sessanta candeline per il giovane boss dal baffo brizzolato

C’è aria di festa oggi, 12 agosto, al Caseificio Di Pasquo. Il nostro “boss” (che però è più un padre ed un amico per tutti) compie sessant’anni. Si, lo sappiamo: non l’avreste mai detto ma Lorenzo, il figlio di Ciccillo che nel 1978 ha rilevato l’azienda di famiglia, ha la stessa età del caseificio. Coincidenza? Questo non lo sappiamo ma abbiamo deciso di dedicare un paio di righe all’uomo che sotto i baffi brizzolati nasconde sempre un sorriso per tutti.

Letta assaggia il Caciocavallo del Caseificio Di PasquoNato a pochi mesi dalla fondazione del caseificio, Lorenzo è cresciuto ad Agnone. Qui ha vissuto fino a circa 14 anni quando decise di lasciare temporaneamente le colline molisane per raggiungere la pianure emiliane. A Castel Franco Emilia, presso l’Istituto Lazzaro Spallanzani, Lorenzo divenne Esperto Casaro e, diploma alla mano, poco dopo tornò in città.

Lorenzo, era un giovane ventiduenne con una folta chioma castana quando si trovò a prendere le redini del caseificio di famiglia. Non è stato facile ma il ragazzone, che presto avrebbe sposato Amelia, accettò la sfida, prese la rincorsa e si buttò a capofitto nell’impresa scommettendo sulla tradizione casearia locale e sul territorio, guidato da un mantra ben preciso: crescere! Crescere perché è possibile farlo e perché lo si deve fare. Per il bene della cittadina, del territorio e per se stessi. Perché solo misurandosi con cose più grandi si può migliorare.

Diploma Esperto casarocopertinaDa quel 1978 ad oggi, il tempo è passato velocemente. Un periodo in cui Lorenzo (oltre a diventare padre di quattro splendide figlie, tutte impiegate nell’azienda) è cresciuto ed è diventato un uomo d’affari stimato dai colleghi, conosciuti in giro per l’Italia e all’estero – durante le numerose fiere ed esposizioni alle quali ha preso parte. Tra queste si annoverano il Foodex Japan, la fiera di Anuga, i numerosi Cibus e TuttoFood.

Pergamena LorenzoNel 2016 il più piccolo dei figli di Ciccillo dirige una Srl che offre lavoro a trenta addetti, che porta dal 1956 sulle tavole del mondo prodotti di qualità, che ospita numerosi visitatori sia nello stabilimento produttivo che in una cantina-museo (nel sotterraneo del punto vendita) voluta dallo stesso Lorenzo.

Sono tante le cose che sono cambiate ma alcune restano immutate. La gioia di Lorenzo, il suo animo festoso che non manca mai, la passione che mette nel lavoro e che trasmette a tutta la sua squadra, ai giovani per i quali nutre fiducia. Come si suol dire: sono i giovani ad essere il futuro del mondo e il nostro Lorenzo è un giovane sessantenne che ha ancora una strada davanti. Ne ha fatte tante perciò non osiamo immaginare cosa ci sta riservando per i prossimi anni.

Auguri Lorenzo!

8 marzo, la nostra storia è donna

Il mondo è rosa, oggi. Tutti celebriamo la Festa della donna regalando mimose, mazzi di fiori o altro; i più golosi donano dolci.
Sui giornali pubblicano articoli riportando i numeri della violenza di genere e del femminicidio; altri ospitano editoriali sulla figura della donna e sul suo ruolo nella società. Sui social, invece, trionfano le immagini e i link che ricordano le origini di questa festività, che gridano per una maggiore equità di diritti e così via. Insomma, in rete c’è già tutto. Ad ogni modo, anche noi volevamo dare il nostro contributo e ci siamo chiesti: come?

Dobbiamo ammetterlo: non abbiamo fatto troppa fatica a trovare la risposta. Ci è bastato guardare a sinistra, oltre la vetrata che divide gli uffici amministrativi dalla postazione della redazione e le abbiamo viste. Tutte lì, concentrate, impegnate IMG-20150318-WA0026a fare del loro meglio, le donne del Caseificio Di Pasquo rappresentano l’emblema della femminilità: determinazione, forza di volontà e passione. Le instancabili donne della nostra azienda sono qui a ricordarci che l’8 marzo non basta.

La nostra storia, infatti, in tutte le sue fasi è sempre collegata ad una figura femminile. Nel 1956, Ciccillo fondava un piccolo caseificio artigianale. Era rientrato da poco dal Belgio ed era stato calorosamente accolto da sua moglie Cristina che, dopo aver lavorato duramente nei campi, non si fece spaventare e si buttò nel commercio, non trascurando la famiglia.

Amelia e LorenzoNel 1978 fu Lorenzo a sostituire il padre e presto venne affiancato da Amelia, sua moglie. Il proverbio recita “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” ma, in questo caso, vogliamo e dobbiamo riproporlo in una versione riadattata: “al fianco di un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Amelia, infatti, si buttò a capofitto cimentandosi sia nella produzione di latticini e formaggi che nella vendita mentre educava quattro figlie trasmettendo loro la stessa passione per quel lavoro.

Donatella, Debora, Fabiola e Martina, il futuro è donna
Cresciute tra casa e il caseificio, le ragazze non potevano non seguire le orme dei genitori. A partire da Donatella, pian piano, tutte e quattro hanno cominciato a lavorare nell’azienda di famiglia, affiancate da altre colleghe impiegate tra produzione e gli uffici.

Donatella, Fabiola, Debora, Martina

Da sinistra Donatella, Fabiola, Debora e Martina

Oggi, a 60 anni dalla sua fondazione, la nostra azienda vanta un direttivo che cozza con le statistiche. Infatti mentre (stando a quanto pubblicato da Pmi.it) al centro sud il trend generale sarebbe quello di aziende con scarsa presenza femminile in ruoli dirigenziali, possiamo dire che, nel nostro caso, la situazione è capovolta. Le donne sono in maggioranza.

E allora come rendere omaggio a queste instancabili lavoratrici se non regalando loro un grazie?
Grazie per la vostra determinazione, per il vostro coraggio e per la vostra forza d’animo. Grazie per la vostra sensibilità e il vostro pragmatismo.
Grazie per tutto questo e molto altro ancora.

Buona festa della donna a tutte voi, spettacolari creature!

25 anni a capo dell’azienda, la Camera di Commercio premia Lorenzo Di Pasquo

Sembra incredibile ma un anno fa, in questi giorni, confermavamo la presenza al TuttoFood di Milano. Eravamo così presi da questo importantissimo salone enogastronomico che un altro piccolo, ma atteso, evento ci è sfuggito. O, meglio, non ve l’abbiamo raccontato come dovevamo.

Premiazione Lorenzo Di Pasquo - copertinaIsernia, 12 febbraio. L’aula magna dell’Itis “E. Mattei” ospita una conferenza organizzata dalla Camera di Commercio pentra.
“Internazionalizzazione: potenzialità di sviluppo regionale” questo il nome dell’evento che vede tra i relatori l’assessore regionale Massimiliano Scarabeo, il Vice Segretario Generale Unioncamere Sandro Pettinato, Lelio Gavazza, Managing Director di Bulgari International Corporation (BIC ) per Europa, Medio Oriente, Africa e, infine, Vincenzo De Luca – Direttore Centrale per l’Internazionalizzazione Sistema Paese – Ministero degli Affari Esteri. Ad introdurre gli oratori, Pasqualino Piersimoni, presidente della Camera di Commercio di Isernia.

Sul palco, non ci sono solo conferenzieri ma anche aziende regionali che hanno fatto dell’export un mantra. A tenere un discorso sia imprese impiegate nell’agroalimentare come La Molisana e Campi Valerio, che società leader nel mondo dell’innovazione tecnologica come The Vario’s – azienda forlivese che produce altoparlanti di design.

Pergamena LorenzoNon finisce qui! L’evento infatti si trasforma anche in un’occasione per dare un riconoscimento a tutte quelle persone che hanno fatto imprenditoria, realizzando notevoli progressi. Un riconoscimento di vero pregio che ha lusingato il nostro direttore generale Lorenzo Di Pasquo.

A lui sono stati conferite una pergamena ed una medaglia, in virtù di quanto fatto in 25 anni di ininterrotta attività. Un quarto di secolo in cui Lorenzo ha trasformato un piccolo laboratorio artigianale in una moderna Srl che riunisce i sapori tradizionali alla tecnologia e alla sicurezza alimentare, d’accordo con un modello di business pensato anche per portare Agnone sulle tavole di tutto il mondo.

Una gratifica, quella ricevuta il 12 febbraio dell’anno scorso, che va a premiare non solo Lorenzo Di Pasquo ma anche tutto il nostro team, una squadra che giorno dopo giorno contribuisce a rafforzare la cultura della qualità.
Insomma: una benemerenza che non è un risultato raggiunto da ammirare ma un punto cardinale al quale continuare a mirare.

 

Di Pasquo: «L’istituto agrario? Quello, sì, che può dare lavoro ai giovani»

AGNONE – È ormai al centro del dibattito l’interessante proposta avanzata da Daniele Saia, assessore all’agricoltura e al marketing territoriale che, nei giorni scorsi, ha chiesto che in città venga aperto un istituto agrario.

Istituto agrarioQuale futuro per l’alto Molise?
È questo uno degli interrogativi che attanaglia le menti di amministratori, imprenditori e cittadini che, negli ultimi trent’anni, convivono con parole come emigrazione e spopolamento. Due vocaboli che, si sa, sono strettamente connessi alla mancanza di lavoro. Impossibile perciò non chiedersi: come creare occupazione?

A fornire una risposta illuminante è stato, qualche giorno fa, Daniele Saia – assessore all’agricoltura e al marketing territoriale – che ha tracciato un quadro ben definito della situazione attuale. Infatti, stando a quanto pubblicato da l’Eco dell’alto Molise online e da Primo Piano, il politico avrebbe asserito: «Mai come in questo momento storico, c’è stata la necessità di orientare i giovani verso la realtà del lavoro ed essendoci in Alto Molise numerose aziende casearie e zootecniche, puntare sulla formazione in questo senso potrebbe rivelarsi una chiave vincente».

Un discorso chiaro e preciso che ha trovato consensi sia nel mondo dell’associazionismo che dell’imprenditoria locale. Difatti, non è tardata ad arrivare la risposta dell’Università delle generazioni che, in una nota a firma di Domenico Lanciano, ha ipotizzato una collaborazione tra l’attuale Istituto Alberghiero e l’auspicato Agrario al fine di promuovere anche una cultura vegetariana; un ente di formazione che punti al futuro, specializzandosi nelle nuove esigenze.

20151009_CDP_Foto ComunicatoA seguire, un parere positivo anche da Lorenzo Di Pasquo, direttore generale dell’omonima azienda casearia: «Tanto tuonò che piovve! È da anni che si paventa un ritorno alla terra ed, oggi, finalmente questa prospettiva sembra diventare sempre più concreta. Credo fermamente che un istituto agrario possa rispondere pienamente alle esigenze del territorio, fornendo le conoscenze adeguate per riattivare tutti i terreni che giacciono abbandonati» ha dichiarato l’imprenditore. «Guardiamoci intorno e scopriremo che è così. Si pensi a Poggio Sannita e a quei campi che potrebbero dare un ottimo vino. Si pensi ad Agnone e alle numerose aziende casearie che necessitano di latte e quindi di stalle. Tutto questo è lavoro, è economia» ha continuato Di Pasquo. «In tutta onestà, i risultati che il nostro Istituto Tecnico ci sta dando non sono troppo soddisfacenti. Potrebbero nascere officine che fanno pezzi di dettaglio al tornio ma non ne vedo. I nostri ragazzi finiscono a lavorare in fabbrica, spesso trasferendosi perciò, si, un istituto agrario? Questo si che potrebbe dare lavoro nutrendo il territorio» ha concluso il manager.

Lorenzo Di Pasquo: «Ottimo il lavoro per Expo ma questa collaborazione deve durare, per portare frutti»

AGNONE – Saranno cinquecentocinquanta le ‘Ndocce che sfileranno sulla Darsena a Milano, portate a spalla da ben centotrentacinque ndocciatori. A comunicarlo, giovedì 17 settembre, il vicesindaco Maurizio Cacciavillani che ha presentato il “Giorno del Fuoco” in una riunione, a Palazzo San Francesco.

IMG_2452 copertinaÈ ufficialmente partito il countdown per uno degli eventi più attesi dell’anno: la ‘Ndocciata, la tipica sfilata agnonese, riconosciuta Patrimonio d’Italia per la tradizione, sbarca nella città della moda. All’interno della cornice di Expo, la fiaccolata sarà il fulcro di un intero pomeriggio dedicato alle fiamme. Sarà, infatti, il Giorno del fuoco, l’evento che porterà, il 26 settembre prossimo, le famose fiaccole ad illuminare Milano, grazie ad un ricco e variegato programma che avrà inizio alle 16.30, con una processione in onore di San Francesco Caraccio (patrono nazionale dei cuochi, deceduto proprio ad Agnone, ndr); si proseguirà quindi con una funzione celebrata alle ore 17.00 nella Basilica di Sant’Eustorgio; alle 18.30 verrà benedetta la Campana dedicata ad Expo, fusa dalla Fonderia Marinelli. Infine alle 20.30 avrà inizio la ‘Ndocciata che guiderà gli ndocciatori agnonesi attraverso un percorso di cinquecentotrenta metri e che si concluderà con il falò dell’amicizia.IMG_2453

«Questo evento sarà una vera e propria operazione di marketing territoriale» ha commentato Maurizio Cacciavillani, vicesindaco di Agnone che ha aggiunto: «momentaneamente Agnone è conosciuto come il paese delle campane. Operazioni come queste, ci consentiranno di collegarlo ad altri settori come l’agroalimentare».

20150430_CDP_IMMAGINI_TUTTO FOOD 2015_Comunicato pre-fieraSi è detto della stessa opinione Lorenzo Di Pasquo, direttore generale del Caseificio Di Pasquo. «Indubbiamente, oggigiorno, sono le campane ad avere un forte potere attrattivo però, fortunatamente il nostro territorio non si riduce a questo» ha asserito l’uomo, a seguito della riunione. «Si pensi al rame, alla tradizione orafa che sta trovando giovani disposti a riportarla in auge; si pensi all’agroalimentare, che da posti di lavoro a molti addetti dell’area – ha proseguito Di Pasquo. Insomma c’è assoluto bisogno di fare una promozione a trecentosessanta gradi per la quale abbiamo il dovere di cooperare tutti insieme. Insomma: la politica da sola può fare poco. Ad ogni modo» ha affermato l’imprenditore «c’è bisogno anche di una classe istituzionale che lavori sempre a stretto contatto con gli attori economici locali, come si sta facendo in vista di Expo. Ciò che accade per l’evento milanese è un bel trailer. Ci auspichiamo che gli amministratori trasformino tutto questo in un vero e proprio film» ha concluso.

Dagli USA in Molise per toccare con mano una regione spettacolare

New York, Amherst, Clark, New Haven. Provenivano dagli Stati Uniti i buyers della delegazione ospitata da Unioncamere Molise che sta guidando gli americani alla scoperta del Molise.

Il meeting newyorchese sulla dieta MediterraneaUn’alleanza, quella tra il Molise e gli Usa, che affonda le radici nel convegno dedicato alla dieta mediterranea e che si è tenuto a New York ad aprile scorso. Al meeting non parteciparono solo buyers della grande distribuzione americana bensì anche medici e nutrizionisti, tutti lì seduti ad ascoltare gli effetti salutari dell’ormai celebre dieta. Tra i relatori, invece, l’Unioncamere Molise, arrivata nella grande mela per promuovere sia il territorio che tutte le aziende agroalimentari operative in regione.

E deve aver avuto effetto la presentazione dell’ente molisano che ha stregato un gruppo di compratori americani venuti proprio per toccare con mano ciò che era stato raccontato all’ombra dell’Empire State Building. Arrivati nei giorni scorsi, gli ospiti di Unioncamere ieri sono venuti a fare una capatina ad Agnone dove, tra le altre aziende, hanno visitato la nostra. A fare da cicerone Lorenzo Di Pasquo, direttore generale, che ha guidato gli ospiti prima all’interno del nostro stabilimento produttivo e, successivamente, nei sotterranei del nostro punto vendita dove i buyers hanno potuto visitare la nostra cantina e fare un tuffo nella nostra storia aziendale e in quella di una tradizione che oggi continuiamo a mantenere viva.La delegazione americana ospite del Caseificio Di Pasquo

«A stupirli particolarmente» ha dichiarato Luca Marracino, responsabile della gestione operativa di Unioncamere «il fatto che il Molise non abbia disatteso le aspettative. Per loro è importante conoscere la storia e le radici di quei prodotti che hanno conosciuto a New York quindi non potevano che restare affascinati da ciò che hanno visto».

«Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità. Oggi, come non mai questa citazione descrive perfettamente il nostro stato d’animo» ha dichiarato Lorenzo Di Pasquo. «Dopo tanto lottare per il territorio, sconosciuto perfino ai nostri vicini di casa, ricevere ospiti di questa levatura non può che essere una grande soddisfazione. Non ci resta che perseguire verso l’obiettivo e continuare a lottare; la svolta potrebbe essere vicina» ha concluso l’imprenditore.

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