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Ricetta: Focaccia Rustica con spinaci e Caciocavallo

A volte basta poco per scoprire un nuovo piatto o per vincere un inaspettato premio. Capita che sia sufficiente usare lo stesso social-network (Instagram) e avere le stesse passioni per fare amicizia, trovare un aiuto per la cena oppure guadagnare

Focaccia rustica con spinaci e Caciocavallo

Focaccia rustica con spinaci e Caciocavallo

due ingressi per uno dei tour più caratteristici dell’alto Molise.

È questa la storia che unisce il nostro caseificio con l’autrice del food blog “La Cucina di Liberte” che nei giorni scorsi ha scelto di condividere con noi e con i nostri lettori una gustosa ed interessane alternativa alle solite cene autunnali.

Siete stufi della solita fettina? O della frittata scontata che vi rifilate ogni mercoledì, quasi fosse un ordine del medico? Bene, oggi vi proponiamo una soluzione che Libera, foodblogger, ha pubblicato sulla sua pagina: Focaccia rustica con spinaci e Caciocavallo.

Ticket Gratis per ricettaUna vera e propria prelibatezza che abbiamo deciso di premiare. Infatti, oggi la nostra amica riceverà ben due ingressi gratuiti per il tour “Di Pasquo in Cantina” che farà volare indietro nel tempo i nostri ospiti. Partecipare al tour è semplicissimo (qui tutte le informazioni) e cercare di vincere un ingresso è veramente facile. Per cominciare, inviateci una ricetta a comunicazione@caseificiodipasquo.com, come ha fatto Libera.

Intanto, lasciatevi ispirare dalla focaccia della nostra amica.
Buon appetito e in bocca al lupo.

Ristoranti contro la fame: scendi anche tu in campo contro la malnutrizione

Sandra Calligaro - ACF Sierra Leone

PH: Sandra Calligaro – ACF Sierra Leone

MILANO – È stata inaugurata lo scorso 7 ottobre l’edizione 2016 di “Ristoranti contro la fame” la campagna mondiale di Azione Contro la Fame per raccogliere fondi da investire a favore della causa. Nel nostro civilissimo mondo ultramoderno, always-connected in cui la multimedialità è un must e il benessere è scontato sono ancora 52 milioni i bambini a soffrire per la malnutrizione. Di questi 19 milioni sono affetti di malnutrizione acuta grave. Ogni anno sono 3,5 milioni i bambini che muoiono per cause legate alla fame.

Sono questi gli sconcertanti dati che fanno da cornice ad “Azione Contro la Fame”, organizzazione umanitaria attiva in 47 paesi, ideatrice della campagna “Ristoranti contro la fame” che prevede la donazione – volontaria ovviamente – di un coperto di 2€. I clienti potranno perciò aggiungere 2 € al loro conto che saranno devoluti per la lotta contro la malnutrizione.

Ristoranti contro la fameGiovedì scorso, 7 ottobre, nella città meneghina è stata inaugurata l’edizione 2016 della campagna che vede coinvolti già numerosi ristoranti e altrettanti chef, sparpagliati in tutta Italia. Durante la conferenza stampa, Enrico Crippa, tre stelle Michelin, ha lanciato una vera e propria sfida ai colleghi ricordando che «nutrirsi è un diritto fondamentale» e invitando cuochi e professionisti della cucina a partecipare.

Fino al 31 ottobre, infatti, ristoranti e pizzerie potranno registrarsi e scendere in campo per giocare questa importante partita.
Dal canto loro, invece, i consumatori potranno cercare il locale più adatto alle loro esigenze, visitando il sito della campagna e quindi prenotare un tavolo telefonando ai numeri pubblicati sul sito.

Ph: Hector Retamal - AFP

Ph: Hector Retamal – AFP

Potremmo concludere questo articolo con una frase ad effetto, citando magari qualche filosofo o poeta tuttavia crediamo che, certe volte, sia meglio parlare con il cuore in mano. Perciò scegliamo di rivolgere un semplice appello ai nostri lettori: la prossima volta che andate a cena fuori, buttate un occhio sul sito della campagna; potreste trovare un ristorante vicino a voi e contribuire con una donazione.
Ai ristoratori e gestori di pizzerie, invece, chiediamo di considerare l’idea di gareggiare con gli altri colleghi. Basta poco per nutrire un bambino.

Etichettare la sede dello stabilimento, un obbligo che speriamo venga esteso a tutta la UE

ROMA – È stato approvato il 10 settembre il disegno di legge che prevede la reintroduzione dell’indicazione obbligatoria dello stabilimento di produzione. Presto, il consumatore italiano potrà avere in etichetta i dettagli dello stabilimento produttivo.

Ministro Maurizio MartinaL’Italia sembra dire addio alle incertezze sulla provenienza dei prodotti alimentari, un dubbio che affligge i consumatori già da diverso tempo e che potrebbe aver trovato soluzione grazie all’articolo 4 del disegno legge di delegazione europea. A dare la buona notizia è stato proprio il Mipaaf che, in una nota stampa, ha precisato che l’obbligo riguarderebbe solo i prodotti italiani destinati al mercato italiano. «Quello di oggi è un passo importante che conferma la volontà del Governo di dare indicazioni chiare e trasparenti al consumatore sullo stabilimento di produzione degli alimenti»  ha spiegato Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali «Diamo una risposta anche alle tantissime aziende che hanno chiesto questa norma e hanno continuato in questi mesi a dichiarare lo stabilimento di produzione nelle loro etichette» ha continuato Martina che ha dichiarato che sarà ferma intenzione del dicastero estendere questo dovere a tutta Europa affinché le etichette siano sempre più complete. «Si tratta di un punto cruciale – ha commentato il Ministro – la valorizzazione delle distinitività del modello agroalimentare italiano passa anche da qui».

«Non possiamo che essere totalmente d’accordo con quanto affermato dal Ministro Martina» ha dichiarato Fabiola Di Pasquo, responsabile della sicurezza alimentare dell’omonima azienda casearia. «Oggigiorno, il mercato italiano è assediato da prodotti di importazione mascheratiEtichette copertina da packaging tricolori. Per questo, noi abbiamo sempre apposto il marchio CE e includendo i dettagli del nostro stabilimento sulle etichette» ha continuato Debora che ha concluso: «speriamo solo che, come ha detto il Ministro, questo obbligo possa estendersi anche al mercato europeo. Dita incrociate»!

Alimentare, il settore regge ma solo all’estero

MILANO – Ottime notizie dal mondo del food “Made in Italy”, che registra buone vendite all’estero. Tuttavia, in Italia, la crisi si avverte ancora.

Uno scenario contrastante, quello emerso durante l’assemblea tenuta ad Expo da Federalimentare. Nei giorni scorsi l’associazione, che riunisce 58 mila imprese operanti nel settore, ha tracciato durante l’incontro le linee che descrivono il settore alimentare italiano, includendo anche l’export.

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Sarebbe, da quanto emerso, proprio l’esportazione dei prodotti a fare girare l’economia italiana, con un volume di affari cresciuto del 49,5%, tant’è che, anche in materia di occupazione, il settore ha tenuto. Sono andati persi ‘solo’ 20 mila posti: una cifra piccolissima, se si considera che nel bel paese i disoccupati sono diventati 927 mila. Tuttavia, stando a quanto detto nel Conference Centre di Expo, il futuro dovrebbe prospettarsi più prosperoso con un’ulteriore crescita dell’export che dovrebbe far toccare alle aziende un volume di affari complessivo che aggira i 50 miliardi.

Nel frattempo però, in Italia, la percezione della crisi è ancora forte. Sette italiani su dieci temono ancora un ritorno della crisi economica, un fattore che sta modificando le abitudini alimentari. A riportare questi allarmanti dati è uno studio di Doxa e Federalimentari che ha rilevato che, anche se avessero più soldi, i nostri connazionali, farebbero comunque una spesa oculata. Come per dire: crisi o non crisi, il tempo di fare gli spendaccioni è finito.

Un ragionamento che possiamo comprendere, questo è certo, sebbene restiamo dell’opinione che convenga risparmiare su altro piuttosto che sulla qualità degli alimenti. Dopotutto: è il cibo a darci energia per la vita; lo dice anche lo slogan di Expo.

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Contest: porta casa tua sugli schermi del caseificio Di Pasquo

Avete presente cosa significhi crescere con una persona, magari un amico, e poi perderlo improvvisamente di vista? La vita è piena di storie così.

Ci sono Luca, Marco e Lucia. Frequentano la stessa scuola elementare, si dividono alle medie e poi si ritrovano al liceo. Insieme diventano giovani adulti che si affacciano sul mondo. Poi, improvvisamente, si separano. Succede così: l’università prima e il lavoro dopo li allontanano, fino a perdersi di vista. Così, Luca, ogni tanto, quando è imbottigliato nel traffico si scopre a pensare: chissà se Marco sarà riuscito a trovare un lavoro negli Stati Uniti come tanto voleva. Oppure Lucia, poi, che fine avrà fatto?

Ecco. Facendo i dovuti paragoni, questo è quello che ci si chiede quando si lavora in un’azienda casearia come la nostra. Dopo la produzione, riusciamo a seguire i nostri freschi e stagionati solo fino ad un certo punto dopodiché perdiamo le loro tracce. Conosciamo i clienti del nostro punto vendita agnonese ma, purtroppo, non possiamo entrare in contatto con tutti voi che consumate i nostri prodotti in tutte le regioni d’Italia e in alcuni paesi del mondo.

Tuttavia, non disperiamo! Oggigiorno la rete ci offre migliaia di tecnologie capaci di farci entrare in contatto quindi cui quello che vi proponiamo oggi è: incontriamoci!

Dal 1956 il Caseificio Di Pasquo S.R.L. è sulle vostre tavole dunque perché da ora in poi non portate casa vostra sugli schermi del Caseificio Di Pasquo? Come? È semplice: scattate una foto che ritragga uno dei nostri prodotti sulla vostra tavola e taggateci o mandatacela per e-mail o, ancora, per messaggio privato. Le foto che otterranno un numero maggiore di like saranno inserite in una gallery del nostro sito.

Insomma: cosa aspettate? Connettetevi con noi taggateci ed inserite l’hashtag: #caseificiodipasquo!

Porta casa tua sugli schermi del Caseificio Di Pasquo.

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