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Oggi vi parlo di me

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I cambiamenti ci spaventano. La nostra è una società calcolatrice che, troppo spesso, non è in grado di vedere oltre ciò che è già concreto. Se non esiste ci intimorisce. Cosa c’è di meno concreto che un cambiamento? Come recitava un vecchio adagio: “Chi lascia la vecchia strada per quella nuova, sa quello che lascia ma non sa ciò che trova”.

TuttoFood-caseificio-pasquo-2015

Il team del Caseificio Di Pasquo al TuttoFood 2015

Il cambiamento e il progresso ci fanno paura. La paura, definita dal filosofo Umberto Galimberti, è “un’emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione (…) che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza (…) in atteggiamenti di lotta e fuga”. Dunque abbiamo paura di ciò che non possiamo controllare o non potremmo controllare ma c’è qualcuno che delle mutazioni non ha paura.

Mi chiamo Giovanni e da oltre due anni curo la comunicazione del caseificio, collaborando con il responsabile marketing dell’azienda. Due anni fa (a febbraio 2015) ho messo piede in questo stabilimento affacciandomi in un mondo che non mi apparteneva. Ho scoperto che le scamorze e i caciocavalli sono solo una goccia del latte che scorre in un’azienda casearia. C’è un mondo di cose da fare e da apprendere.

Presto, per esempio, mi sono cimentato in lunghe chiacchierate con Lorenzo e mi sono accorto che la passione, la forza di volontà e l’ottimismo, che i miei amici e familiari avevano criticato (“Pensa concreto” mi ripetono), non sono tipici della gioventù. Quell’uomo continua ad avere le stesse energie che lo avevano spinto, a venti anni, ad assumersi un’enorme responsabilità. Era (ed è) un giovane imprenditore con un’enorme esperienza alle spalle, una saggezza che custodisce ma senza troppa gelosia. Anzi! Non vede l’ora di trasmetterla e condividerla con colleghi e collaboratori.

Enrico-Letta-Cibus-Caseificio-PasquoUn anno dopo il mio arrivo, siamo nel 2016, viene il Cibus e tutti quanti ci imbarchiamo in un’altra sfida. E sapete che c’è? La vinciamo! Riusciamo addirittura a portare nel nostro stand Enrico Letta. Di più: gli facciamo degustare i nostri prodotti. E lui ci regala una perla di saggezza unica.

Da allora è passato un altro anno. Il Cibus è alle spalle e sta per concludersi un’altra esperienza. Il mio viaggio al Caseificio Di Pasquo finisce qui ma non dimenticherò mai che le passioni vanno assecondate e nutrite. I sogni possono avverarsi se si è disposti a lottare per farli diventare effettivamente verità. Le partite IVA non sono un demone e gli imprenditori non sono dei folli.

Certe volte il cambiamento è necessario. Anche se fa paura saltare, restare sul bordo della scarpata non serve a nulla. Meglio prendere la rincorsa e fare il balzo in avanti.

E, così, mentre mi preparo a correre è venuto il momento dei ringraziamenti. Grazie a tutti i nostri lettori, ai seguaci, ai nostri clienti che hanno reso questo viaggio speciale. Grazie ad Agnone, che ho ammirato dalla “mia finestra” in cerca di ispirazione. Grazie a Lorenzo, grazie ad ogni singolo collega che ha voluto contribuire alla mia crescita.

Non abbiate paura. Osate. Per Agnone, per il Molise ma soprattutto per voi stessi.

 

Promuovere il Molise: la ricetta di Rossella Ferro

Il logo del pastificio fondato nel 1912

Il logo del pastificio fondato nel 1912

Tutti conosciamo La Molisana, il pastificio campobassano passato recentemente alle cronache per aver promosso la regione con uno spot (del quale abbiamo parlato qui) che narrava lo spirito di questo lembo di terra con poche, semplici battute. È trascorso poco tempo prima che la stessa SPA venisse premiata per il miglior packaging (leggi qui) e che partecipasse al Cibus di Parma 2016. Proprio qui, la redazione ha avuto la fortuna di conoscere Rossella Ferro, responsabile marketing dell’azienda che abbiamo intervistato e che ha deciso di condividere con noi e con i nostri lettori alcune delle sue perle di saggezza.

Lo stand del pastificio "La Molisana" al Cibus 2016

Lo stand del pastificio “La Molisana” al Cibus 2016

Cominciamo con una domanda di ordine generale. Il Molise è una terra ricca di cultura, di tradizioni, di prodotti per non parlare delle bellezze territoriali. Non possiamo non chiederci: perché siamo ancora così tanto “ignoti”?

Credo che la ragione principale della nostra assenza nella mappa mentale degli Italiani risieda in una vacatio di comunicazione e promozione. Tuttavia, c’è da dire che si intravede un segnale di cambiamento. Penso, per esempio, alla recente presenza istituzionale ad Expo, alle numerose iniziative di aziende private attive per stimolare l’incoming di buyers, consumer e influencer; alle citazioni più o meno felici della recente filmografia. Infine, c’è da tenere in considerazione anche l’ultimo filone social “il molise non esiste”: nato a nostro detrimento è stato invece capace di reclutare energie e attenzione da parte di un pubblico di nazionale. Questa è la prova che oggi i canali di comunicazione a nostra disposizione si sono moltiplicati, dobbiamo solo imparare a metterli a frutto correttamente. 

La sua società porta il nome di una regione che, purtroppo, è sconosciuta oppure nascosta da sciocchi luoghi comuni. Ci chiedevamo quale fosse, secondo lei, la parte più difficile del fare marketing per la sua azienda e quali siano le sfide più grandi.

Per le aziende del settore agroalimentare la sfida attuale è quella di crescere sui mercati internazionali. In questi mercati la richiesta del Made in Italy non conosce crisi, ma richiede o meglio impone a noi, produttori e istituzioni, l’abilità di saperlo raccontare. Un’urgenza che purtroppo ad oggi non siamo stati in grado di raccogliere: il Made in Italy sconta un deficit di tutela che sta causando immensi danni in termini qualitativi e quantitativi. La stessa riflessione vale a livello regionale: il Molise soffre di un deficit di identità e conoscenza che ci rende difficilmente vendibili e riconoscibili all’estero. Totalmente diverso è il caso della Campania che invece ha saputo promuovere egregiamente il brand della Mozzarella di Bufala o della pasta Gragnano; entrambi sono marchi garanti della qualità che vogliono esportare.

Rossella-Ferro-Molisana_MG_5167Crediamo da sempre che il comparto imprenditoriale abbia una grossa responsabilità in termini di promozione territoriale. Innanzitutto: è d’accordo? Oppure, che ruolo potrebbero e dovrebbero avere le aziende?
Oggi gli imprenditori italiani hanno capito che i loro prodotti sono tanto più attrattivi agli occhi degli stranieri, quanto più vengono valorizzati dal sistema Paese che gli ruota intorno. I buyer delle più importanti catene estere, prima ancora che i prodotti, vogliono ‘comprare’ il racconto di territori e di filiere che hanno enormi valori da esprimere. Bisognerebbe elaborare strategie di marketing e comunicazione più efficaci affinché venga venduta la storia di un prodotto, non solo il prodotto in sé. Come Molisani, ciò che possiamo fare e promuovere l’incoming di interlocutori interessati e, facendo rete tra le imprese, promuovere tutte le aziende di eccellenza territoriale a 360 gradi con l’obiettivo di scardinare l’immagine di una terra arretrata e veicolare il tesoro nascosto di piccole e medie imprese virtuose, tecnologicamente evolute, guidate da imprenditori giovani e preparati.

Una delle immagini scattate durante Molise Calling, organizzato dal pastificio campobassano

Una delle immagini scattate durante Molise Calling, organizzato dal pastificio campobassano

In questa direzione, ci sembra impossibile non parlare di Molise Calling. Ci piacerebbe innanzitutto che, in poche battute, ci spiegasse quali siano gli obiettivi di questo progetto. In secondo luogo, ci domandavamo: qual è il feedback più interessante che avete ricevuto durante questa esperienza, dai blogger coinvolti?
Quando nel 2011 la mia famiglia ha acquisito il pastificio sentivamo forte la necessità di attivare una serie di iniziative per avvicinarci ai nostri interlocutori e abbiamo iniziato con il riaprire le porte della fabbrica per accogliere quanti volessero essere testimoni di un nuovo corso. Così abbiamo ricominciato ad accogliere buyers e scuole: stakeholder che hanno ampliato la nostra visione e si sono fatti a loro volta moltiplicatori di messaggi positivi verso l’esterno. Nel 2014 abbiamo girato uno spot dal titolo In Molise siamo cosi: 30 secondi in cui abbiamo raccontato il tenore e la qualità della nostra pasta attraverso gli aggettivi che meglio identificano le virtù delle nostre fiere origini sannite. Con questo spirito è venuto spontaneo dare vita a Molise Calling un piano di azione per accogliere in maniera sistematica e coordinata quanti potessero diventare ambasciatori dei nostri valori e del nostro brand, nella convinzione che i nostri visitatori si fossero innamorati del Molise, se avessero potuto associare La Molisana ad un territorio, avremmo ottenuto un doppio risultato. Tra il 2013 e il 2016 abbiamo organizzato blogger, press e buyer tour coinvolgendo anche altre aziende d’eccellenza del territorio. La risposta è stata molto positiva. Attraverso i loro occhi abbiamo riscoperto la magia di luoghi che non siamo avvezzi a guardare dall’esterno e che, nonostante o grazie alla carenza di infrastrutture, turismo di massa, approccio commerciale, si sono conservati semplici nei modi e intatti paesaggisticamente. O abbiamo svelato aziende virtuose che erano sconosciute e inattese in una regione come la nostra.

È possibile uscire da questa zona grigia? Ce la faremo? Se sì, come?
Credo che a questo punto, quando abbiamo ottenuto qualche risultato, toccherebbe investire nei progetti di analisi, insight e interpretazione dei comportamenti del target di riferimento e infine studiare una promo-comunicazione personalizzata ed efficace. Solo così possiamo farcela ed uscire dalla zona grigia affermando: il Molise esiste (finalmente).

 

Auguri Lorenzo, sessanta candeline per il giovane boss dal baffo brizzolato

C’è aria di festa oggi, 12 agosto, al Caseificio Di Pasquo. Il nostro “boss” (che però è più un padre ed un amico per tutti) compie sessant’anni. Si, lo sappiamo: non l’avreste mai detto ma Lorenzo, il figlio di Ciccillo che nel 1978 ha rilevato l’azienda di famiglia, ha la stessa età del caseificio. Coincidenza? Questo non lo sappiamo ma abbiamo deciso di dedicare un paio di righe all’uomo che sotto i baffi brizzolati nasconde sempre un sorriso per tutti.

Letta assaggia il Caciocavallo del Caseificio Di PasquoNato a pochi mesi dalla fondazione del caseificio, Lorenzo è cresciuto ad Agnone. Qui ha vissuto fino a circa 14 anni quando decise di lasciare temporaneamente le colline molisane per raggiungere la pianure emiliane. A Castel Franco Emilia, presso l’Istituto Lazzaro Spallanzani, Lorenzo divenne Esperto Casaro e, diploma alla mano, poco dopo tornò in città.

Lorenzo, era un giovane ventiduenne con una folta chioma castana quando si trovò a prendere le redini del caseificio di famiglia. Non è stato facile ma il ragazzone, che presto avrebbe sposato Amelia, accettò la sfida, prese la rincorsa e si buttò a capofitto nell’impresa scommettendo sulla tradizione casearia locale e sul territorio, guidato da un mantra ben preciso: crescere! Crescere perché è possibile farlo e perché lo si deve fare. Per il bene della cittadina, del territorio e per se stessi. Perché solo misurandosi con cose più grandi si può migliorare.

Diploma Esperto casarocopertinaDa quel 1978 ad oggi, il tempo è passato velocemente. Un periodo in cui Lorenzo (oltre a diventare padre di quattro splendide figlie, tutte impiegate nell’azienda) è cresciuto ed è diventato un uomo d’affari stimato dai colleghi, conosciuti in giro per l’Italia e all’estero – durante le numerose fiere ed esposizioni alle quali ha preso parte. Tra queste si annoverano il Foodex Japan, la fiera di Anuga, i numerosi Cibus e TuttoFood.

Pergamena LorenzoNel 2016 il più piccolo dei figli di Ciccillo dirige una Srl che offre lavoro a trenta addetti, che porta dal 1956 sulle tavole del mondo prodotti di qualità, che ospita numerosi visitatori sia nello stabilimento produttivo che in una cantina-museo (nel sotterraneo del punto vendita) voluta dallo stesso Lorenzo.

Sono tante le cose che sono cambiate ma alcune restano immutate. La gioia di Lorenzo, il suo animo festoso che non manca mai, la passione che mette nel lavoro e che trasmette a tutta la sua squadra, ai giovani per i quali nutre fiducia. Come si suol dire: sono i giovani ad essere il futuro del mondo e il nostro Lorenzo è un giovane sessantenne che ha ancora una strada davanti. Ne ha fatte tante perciò non osiamo immaginare cosa ci sta riservando per i prossimi anni.

Auguri Lorenzo!

Antonio: «Godetevi Agnone perché non avete nulla da invidiare alla città»

Parma – Ci troviamo nel padiglione 2 dedicato ai prodotti lattiero caseari. Il vociare di espositori e visitatori si mischia in un fragore che di tanto in tanto aumenta. A volte è solo un piacevole sottofondo, altre un rumore quasi fastidioso. Nel nostro stand ci sono vecchi clienti e ospiti appena conosciuti. Due di noi sono già impegnati mentre altri due sono al desk, all’ingresso, guidando i curiosi nella degustazione.

Cibus - Caseificio Di PasquoAd un certo punto un uomo passa a fianco alla nostra vetrina. Fa retromarcia e ci chiede: «Scusi? Cos’è questo formaggio dalla forma strana»? Poi si avvicina e legge “Di Pasquo Agnone”, il nostro marchio a fuoco, garanzia per il consumatore e chiede: «cos’è Agnone? Una tipologia di stagionato»?

«Questo prodotto qui è un Tufone, un formaggio stagionato in grotta di tufo» spieghiamo all’uomo sulla quarantina. «Venga ad assaggiarlo» incalziamo e poi lo facciamo accomodare. Comincia così un viaggio attraverso la storia ed i sapori. La meta? Agnone, Alto Molise.

TufoneCome il signor Marco, affascinato dal Tufone, ce ne sono stati altri che hanno visto il nostro marchio a fuoco chiedendoci soprattutto cosa fosse Agnone, dove fosse situata. Alcuni di loro hanno voluto vedere addirittura la cartina d’Italia per localizzarci. Altri, invece, conoscevano benissimo la nostra cittadina anche grazie ai numerosi servizi che la Rai ed altre importanti reti (nonché giornali) le hanno dedicato. A stupirci però è stato il signor Antonio che addirittura, ci ha raccontato: «E certo che vi conosco. La fonderia, la mostra del libro antico, i vostri caseifici e il rame. Quel paesino è una perla e mi auguro che tutti ne abbiano cura. I piccoli paesi non sono solo isole verdi alle quali fare ritorno durante le vacanze… sono fortune per chi ci vive. Godetevi la vostra fortuna perché in città, a parte traffico, caos e smog, non troverete niente di ciò che vi manca». E così, presa un’ultima fettina di Caciocavallo, Antonio ci ha salutati senza nemmeno lasciarci il tempo di chiedergli una foto. Un incontro così lo avremmo voluto impresso su un momento Kodak ma va bene così. Ricorderemo comunque le sue gentili parole.

Cibus, un grazie a tutti voi che ci siete stati e ci siete ancora

Cibus, erano gli anni 50Erano gli anni cinquanta quando mio padre ad Agnone distribuiva latte porta a porta… ancora oggi tutti si ricordano di Ciccillo”. Questa è la frase che ha fatto da sfondo al nostro stand durante il Cibus, che si è concluso quasi una settimana fa. Ventuno parole che ci hanno aiutato a raccontare, ai numerosi ospiti che abbiamo ricevuto a Parma, come la nostra favola ha avuto inizio.

Sessant’anni fa, infatti, Francesco Di Pasquo fronteggiava un pesante disavanzo di latte e decideva di lavorare le eccedenze. Sessant’anni fa, in una Agnone scintillante, veniva fondato il nostro caseificio e arrivavamo, per la prima volta, sulle tavole dei nostri concittadini con il primo formaggio Di Pasquo.

Sono questi dodici lustri che abbiamo deciso di onorare a Parma. Un lasso di tempo in cui ci siamo lasciati ispirare dalle nostre radici, dalla tradizione casearia locale ricercando però una maggiore sicurezza alimentare. A voi abbiamo dedicato questo Cibus. A tutti voi, clienti e consumatori, che da sempre ci spingete a fare di più, a cercare la perfezione, a migliorarci.

Erano gli anni 50 quando tutto cominciò e Ciccillo si lanciò con entusismo in questa nuova sfida imprenditoriale. La voglia di creare, di fare, di inventare non si è affievolita, non si è mai spenta. Oggi, come allora, continuiamo a lavorare ispirati dal territorio ma soprattutto spronati da voi.

Non possiamo quindi non ringraziarvi per il sostegno e per la fiducia.
Grazie per esserci stati e grazie per esserci ancora.

Cibus, Di Pasquo: «La visita di Letta ha confermato le nostre teorie: il Molise va promosso ora»!

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PARMA – Si è conclusa pochi giorni fa la diciottesima edizione del Cibus, salone internazionale dell’alimentazione che ha visto il Caseificio Di Pasquo tra gli espositori. Proprio l’azienda agnonese ha avuto la fortuna di ospitare nel suo spazio espositivo l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta.

Il team del Caseificio Di Pasquo insieme ad Enrico LettaSono stati 3 mila gli espositori della diciottesima edizione del Cibus, evento fieristico a cui hanno partecipato 72 mila visitatori, 16 mila operatori esteri e ben 2200 top buyer. Una piattaforma di importanza mondiale, quella di Cibus, alla quale il Caseificio Di Pasquo ha preso parte insieme a pochi altri attori molisani.

Nel padiglione dedicato, la società agnonese ha esposto i propri prodotti raccontando ai visitatori 60 anni di storia in cui tradizione e imprenditoria si sono mischiate alla perfezione permettendo ad un piccolo caseificio artigianale di diventare una moderna Srl che occupa diversi cittadini. A questa narrazione, ovviamente, si è aggiunta la descrizione di Agnone e dell’alto Molise, un territorio fortemente rappresentato dal marchio a fuoco impresso sui formaggi stagionati, un marchio che ha richiamato l’attenzione di passanti e visitatori.

Tra questi, l’ex Primo Ministro Enrico Letta che, invitato nello stand, ha scattato una foto con il team del caseificio. Il politico, durante il breve colloquio, ha spiegato che egli stesso aveva visitato in passato il Molise e che ne aveva un bellissimo ricordo. Letta assaggia il Caciocavallo del Caseificio Di Pasquo

«Si tratta di piccole grandi soddisfazioni» ha commentato Lorenzo Di Pasquo, direttore generale dell’impresa. «Non solo l’ex Presidente ha voluto visitare il nostro stand, condividendo con noi alcuni dettagli delle sue visite in Molise bensì ha anche confessato di apprezzare la nostra regione. Aneddoti come questi, che vanno ad aggiungersi ai feedback delle centinaia di visitatori che sono a venuti a trovarci in fiera e che vengono in azienda, dimostrano nuovamente che il Molise non abbia niente da invidiare alle altre regioni che già vivono di turismo» ha proseguito l’imprenditore. «Che i fondi per la promozione e per il marketing territoriale siano sempre meno è indubbio tuttavia è chiaro che chi conosce il Molise non può non apprezzarlo. Sarebbe pertanto opportuno fare una campagna ben studiata che coinvolga non solo i tour operator e gli albergatori ma anche tutte le aziende. Solo con uno sforzo concertato questi territori potranno diventare famosi, dando inizio ad una vera e propria epoca del turismo» ha concluso Di Pasquo.

Cibus, Di Pasquo: «A Parma per dimostrare che il Molise resiste alle avversità»

Invito Cibus Caseificio Di PasquoAGNONE – È cominciato ormai il conto alla rovescia per il Caseificio Di Pasquo che, anche quest’anno, parteciperà al Cibus di Parma, uno dei saloni internazionali alimentari più importanti al mondo.
L’evento fieristico, che quest’anno compirà 18 anni e verrà inaugurato dal Ministro Maurizio Martina, vedrà ben 3 mila espositori dislocati in uno spazio di 130 mila metri quadri.

Aprirà i battenti il prossimo 9 maggio, il Cibus, evento del settore enogastronomico organizzato da Federalimentare e Fiere di Parma. Quest’anno, sono attesi 70 mila visitatori di cui 15 mila esteri. 2 mila i top buyers. Un trend in crescita quello del Cibus al quale parteciperanno anche le aziende molisane. Tra queste, il Caseificio Di Pasquo sarà presente nel padiglione 2 (stand C 073). In uno spazio espositivo di 36 metri quadri, oltre al team dell’azienda i cuochi stellati dell’associazione enogastronomica Assofud (laboratorio di comunicazione fondato da Francesco Cinapri nel 2013, ndr) che si preoccuperanno di organizzare numerosi show-cooking per l’azienda agnonese.Assofud - Di Pasquo Cibus

«Gli obiettivi di fiere come queste non sono esclusivamente commerciali. Si tratta sempre e comunque di un’opportunità per la promozione del territorio, come abbiamo più volte ribadito. Oggi questo desiderio assume un tono particolare» ha spiegato Lorenzo Di Pasquo, direttore generale dell’omonimo caseificio. «La nostra azienda compie sessant’anni, un lasso di tempo in cui siamo cresciuti e ci siamo adattati alle esigenze del mercato, dimostrando che fare impresa è possibile anche laddove nessuno investirebbe».

Debora e Lorenzo Di Pasquo

Debora e Lorenzo Di Pasquo

Della stessa opinione anche Debora Di Pasquo, responsabile commerciale e marketing del caseificio fondato nel 1956. «Vivere in un territorio come l’alto Molise e fare impresa qui è una sfida continua. Tuttavia è chiaro che arrendersi non è la soluzione» ha sintetizzato la giovane. «Tocca lavorare duramente per resistere a tutte le avversità e cogliere ogni occasione per mostrare i risultati. Cibus sarà questo: un palcoscenico per noi e per il territorio; una piattaforma in cui faremo vedere che il Molise c’è, il Molise esiste e con testardaggine resiste. Soprattutto, però, dimostreremo che il Molise ha voglia di crescere, di sviluppare un’economia in grado di invertire anche i trend demografici» ha continuato Debora per poi concludere: «questo cambiamento può partire dalle istituzioni o dalle aziende. Ciò che conta è che cominci da qualche parte».

Cibus, Cellie: «ci sono tutti i presupposti per creare una piattaforma permanente»

Parma – Verrà inaugurata dal Ministro Maurizio Martina la diciottesima edizione del Cibus di Parma, uno dei più importanti saloni internazionali dell’alimentazione, alla quale parteciperanno diverse aziende molisane tra le quali il Caseificio Di Pasquo. La fiera è stata presentata alla stampa durante una conferenza tenutasi nei giorni scorsi.

A fare da protagonista al meeting sono stati i numeri, cifre che dimostrano quanto il Cibus sia un evento in continua crescita, con un trend assolutamente positivo. All’edizione di quest’anno, dal 9 al 12 maggio, saranno tremila gli espositori (+11%) ospitati in un’area di 130 mila metri quadrati (+8%). Settantamila i visitatori attesi di cui quindicimila esteri; infine duemila saranno i top buyers.

Ci si prepara quindi a un appuntamento pensato per essere un degno proseguo di quanto avviato durante Expo. Qui, Federalimentare, infatti, aveva partecipato con il padiglione “Cibus è Italia”, struttura che è stata spostata proprio all’ingresso Ovest del quartiere fieristico, dove verrà rimontata nei prossimi giorni.

Cibo protagonista
Ovviamente al centro della manifestazione ci sarà il cibo. Non solo centinaia di show-cooking e degustazioni bensì l’agenda offre anche una ricca gamma di workshop e convegni; appuntamenti questi ideati per scattare una fotografia al mondo del food&beverage, in continuo mutamento.

Ottime prospettive future
«Per tutti questi motivi sarebbe auspicabile che il Cibus divenisse una vera e propria piattaforma permanente per la promozione all’estero a disposizione sia delle aziende agroalimentari italiane che delle istituzioni» ha commentato il Ceo della manifestazione, Antonio Cellie che ha definito il diciottesimo appuntamento parmigiano come il traguardo di anni ed anni di lavoro.

«Cibus è una splendida cornice che ospita i dipinti con i capolavori italiani. Sono quadri che raccontano una storia fatta di tradizione, di qualità, di sicurezza alimentare. Tre aspetti questi che imperniano la nostra politica produttiva» ha spiegato Debora Di Pasquo, responsabile marketing del Caseificio Di Pasquo. «Partecipare a questo spettacolo non solo è un onore per noi ma è anche un dovere perciò, di anno in anno, proponiamo format nuovi per promuovere la nostra terra e la nostra azienda. Per il Cibus 2016 le novità saranno molte… dovrete solo stare a guardare e, soprattutto, partecipare» ha concluso la ragazza.