Seguici su:

Category

caseificio di pasquo

Oggi vi parlo di me

Enrico-Letta-Cibus-Caseificio-Pasquo

I cambiamenti ci spaventano. La nostra è una società calcolatrice che, troppo spesso, non è in grado di vedere oltre ciò che è già concreto. Se non esiste ci intimorisce. Cosa c’è di meno concreto che un cambiamento? Come recitava un vecchio adagio: “Chi lascia la vecchia strada per quella nuova, sa quello che lascia ma non sa ciò che trova”.

TuttoFood-caseificio-pasquo-2015

Il team del Caseificio Di Pasquo al TuttoFood 2015

Il cambiamento e il progresso ci fanno paura. La paura, definita dal filosofo Umberto Galimberti, è “un’emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione (…) che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza (…) in atteggiamenti di lotta e fuga”. Dunque abbiamo paura di ciò che non possiamo controllare o non potremmo controllare ma c’è qualcuno che delle mutazioni non ha paura.

Mi chiamo Giovanni e da oltre due anni curo la comunicazione del caseificio, collaborando con il responsabile marketing dell’azienda. Due anni fa (a febbraio 2015) ho messo piede in questo stabilimento affacciandomi in un mondo che non mi apparteneva. Ho scoperto che le scamorze e i caciocavalli sono solo una goccia del latte che scorre in un’azienda casearia. C’è un mondo di cose da fare e da apprendere.

Presto, per esempio, mi sono cimentato in lunghe chiacchierate con Lorenzo e mi sono accorto che la passione, la forza di volontà e l’ottimismo, che i miei amici e familiari avevano criticato (“Pensa concreto” mi ripetono), non sono tipici della gioventù. Quell’uomo continua ad avere le stesse energie che lo avevano spinto, a venti anni, ad assumersi un’enorme responsabilità. Era (ed è) un giovane imprenditore con un’enorme esperienza alle spalle, una saggezza che custodisce ma senza troppa gelosia. Anzi! Non vede l’ora di trasmetterla e condividerla con colleghi e collaboratori.

Enrico-Letta-Cibus-Caseificio-PasquoUn anno dopo il mio arrivo, siamo nel 2016, viene il Cibus e tutti quanti ci imbarchiamo in un’altra sfida. E sapete che c’è? La vinciamo! Riusciamo addirittura a portare nel nostro stand Enrico Letta. Di più: gli facciamo degustare i nostri prodotti. E lui ci regala una perla di saggezza unica.

Da allora è passato un altro anno. Il Cibus è alle spalle e sta per concludersi un’altra esperienza. Il mio viaggio al Caseificio Di Pasquo finisce qui ma non dimenticherò mai che le passioni vanno assecondate e nutrite. I sogni possono avverarsi se si è disposti a lottare per farli diventare effettivamente verità. Le partite IVA non sono un demone e gli imprenditori non sono dei folli.

Certe volte il cambiamento è necessario. Anche se fa paura saltare, restare sul bordo della scarpata non serve a nulla. Meglio prendere la rincorsa e fare il balzo in avanti.

E, così, mentre mi preparo a correre è venuto il momento dei ringraziamenti. Grazie a tutti i nostri lettori, ai seguaci, ai nostri clienti che hanno reso questo viaggio speciale. Grazie ad Agnone, che ho ammirato dalla “mia finestra” in cerca di ispirazione. Grazie a Lorenzo, grazie ad ogni singolo collega che ha voluto contribuire alla mia crescita.

Non abbiate paura. Osate. Per Agnone, per il Molise ma soprattutto per voi stessi.

 

Cambiamo ma restiamo gli stessi

 di-pasquo-a3

Abbiamo pensato a lungo a come comunicare questo restyling. Da tempo stavamo pensando a cambiare le vesti dei nostri prodotti, con un concept grafico che si adeguasse di più alla nostra tradizione longeva. Un’idea in grado di comunicare al meglio ciò che tutti i giorni portiamo sulle vostre tavole: un prodotto di qualità, figlio della tradizione lattiero-casearia locale.

Ed eccoci qui, dopo tanto peregrinare, dopo aver scartato tante bozze a presentarvi il packaging dei nostri prodotti, un restauro (per così dire) che parte proprio dai nostri latticini. Mozzarelle, bocconcini, nodini, ciliegine e così via, arriveranno sui banchi degli alimentari, a partire da domani con questa nuova confezione che speriamo gradirete.

Stessa tradizione, stessa produzione, stesse ricette, stesse referenze. Insomma: cambiamo ma restiamo gli stessi!

Hai consigli da darci? Scrivici a: servizioclienti@caseificiodipasquo.com. Saremo lieti di ascoltare il tuo parere.

Il regno dei Caciocavalli

AGNONE – Si è concluso ieri il progetto educativo che ha coinvolto l’Istituto Omnicomprensivo di Guglionesi e il Caseificio Di Pasquo, azienda agnonese che in tre diversi appuntamenti ha ospitato circa cinquanta alunni, con una età media di 7 anni, nello stabilimento produttivo alla scoperta della filiera di produzione.

Si parla sempre più spesso di corretta nutrizione ed educazione alimentare, disciplina che – vista la crescente insorgenza di patologie connesse a disturbi alimentari, trova sempre più spazio nelle offerte formative di scuole di ogni ordine e grado.

Istituto-Omnicomprensivo-Guglionesi-visita-Caseificio-PasquoFortunatamente, di anno in anno, sono più diffuse le iniziative pensate per sensibilizzare gli alunni di tutte le fasce di età a partire dai più piccini. Le cattive abitudini sono dure a morire e prima si comincia a combatterle e prima arriverà la vittoria.

Proprio per questo non stupisce la scelta dell’Istituto Omnicomprensivo di Guglionesi che ha messo su un progetto dedicato prevedendo addirittura, per gli alunni di seconda elementare, la visita in una delle aziende casearie regionali. A ricevere i 47 infanti il Caseificio Di Pasquo che tra il 28 aprile e il 9 maggio ha organizzato tre visite guidate all’interno del dipartimento di produzione.

I silos di stoccaggio del latte, la pastorizzatrice, le vasche polivalenti e le due linee di produzione sono state tutte tappe di una visita che ha permesso agli studenti di conoscere, passo dopo passo, gli step di produzione fino all’arrivo in tavola.

Come era prevedibile, ad attirare particolarmente l’attenzione dei partecipanti, sia il nastro trasportatore impiegato per lo spostamento delle mozzarelle (protagonista del “tuffo della mozzarella”) che la cella di stagionatura, in grado di contenere diverse migliaia di Caciocavalli.

20170508_cdp_visita-2-5E sono i loro commenti che non dimenticheremo mai. Già perché non sarà facile trovare altri visitatori come Daniel (nome di fantasia per tutelare il nostro giovane ospite, ndr), in grado di rispondere alle nostre domande, di porre quesiti difficili e di capire senza alcun problema i dettagli del processo. Difficilmente scorderemo Anna (nome di fantasia) che rifiutava la ricotta ma alla quale piacciono «i formaggi più stagionati perché sono saporiti». Soprattutto non potremo mai dimenticare Paola (alias) che a conclusione del tour ha commentato: «Wow! Ma qui siamo nel regno del Caciocavallo»!

Ancora una volta ci ritroviamo a scrivere post come questi con il cuore colmo di gratitudine perché ogni esperienza è un regalo e serve a ricordarci che la gioia, la curiosità e la vivacità di un bambino possono emergere anche tra i rumori delle macchine di produzione.

  • Prenota anche tu il tour. Chiamaci al 0865 79275 o inviaci una e-mail a: comunicazione@caseificiodipasquo.com

Turismo, a Pasquetta boom di Presenze. Dal Caseificio Di Pasquo: «Valorizziamo il presidio turistico»

AGNONE – È stato propizio il week-end pasquale, che ha visto numerose presenze sul territorio agnonese e altomolisano. Entusiasmo anche dal Caseificio Di Pasquo che, oltre a ricevere la visita di alcuni gruppi organizzati, ha ospitato anche una delegazione proveniente da Nanchino, Cina, con la collaborazione dell’amministrazione comunale e del Cenacolo francescano Camillo Carlomagno.

Nanchino_Agnone_Caseificio_DI_PasquoNonostante questo colpo di frusta invernale, nei giorni scorsi il caldo primaverile ha scaldato i monti dell’Alto Molise, condizioni metereologiche ottimali per l’organizzazione di visite guidate sul territorio. Agnone e i dintorni hanno visto un’ondata di presenze interessate alle bellezze dell’area, le attrazioni come Chiese, monumenti e musei.

Tra queste tappe anche la cantina del Caseificio Di Pasquo, un sotterraneo ricavato al di sotto dello storico punto vendita per permettere a turisti, curiosi e visitatori di entrare in contatto con la tradizione lattiero-casearia locale e la storia aziendale. È stato proprio qui che l’azienda casearia, con oltre sessant’anni di storia alle spalle, ha intrattenuto ospiti provenienti dalla Puglia e dalla provincia di Ravenna. Una piacevole esperienza sia per i visitatori che per l’organizzazione che ha potuto nuovamente constatare quanto la qualità dei prodotti molisani colpisca grandi e piccini.

Nanchino_Agnone_Caseificio_Pasquo_CantinaA questi, si è aggiunta una delegazione estera proveniente da Nanchino, Cina. Il gruppo guidato dalla giunta comunale, dal professor De Martino e dal personale del presidio turistico comunale, nella giornata di Pasquetta ha visitato la Cantina Di Pasquo, il Museo del Rame e la “Valle del Cioccolato” con l’obiettivo di conoscere alcuni dei principali attori economici dell’area. Un educational che ha consentito al gruppo di toccare con mano, osservare e – in qualche caso – degustare la genuinità dei prodotti che quotidianamente portano sulle tavole del mondo il nome di Agnone.

Entusiasmo e soddisfazione dal Caseificio Di Pasquo, una delle aziende ospitanti. A seguito dell’evento, infatti, Debora Di Pasquo – responsabile marketing dell’azienda non ha tardato a commentare: «Innanzitutto è stato davvero piacevole constatare che la sinergia tra privati ed istituzioni, se ben coordinata, possa portare ottimi risultati per il territorio. Auspichiamo – ha continuato la giovane – che questo sia solo il primo di numerosi interventi simili. Vogliamo perciò ringraziare tutti coloro i quali ci hanno coinvolti ed hanno pianificato tutto così magistralmente. Al sindaco, al vice sindaco e agli assessori tutti va un plauso. Un grazie speciale al professor De Martino che, da quando ho memoria, si prodiga per Agnone e, naturalmente, al personale del presidio Turistico che con cortesia e disponibilità è sempre pronto a venire incontro a chiunque si smuova in ambito turistico. Proprio il presidio – ha concluso la giovane – è una delle pedine fondamentali in questa scacchiera. Una perla che meriterebbe di essere ancor più valorizzata per consentire ai preparatissimi operatori di lavorare al meglio per Agnone e l’hinterland».

Mari e Monti: tra una settimana la sesta edizione del concorso

Chef_Domenico_Ruggieri_cuoco

Locandina_Mari_Monti_2017CAMPOBASSO – È partito il conto alla rovescia per la sesta edizione di “Mari e Monti”, il concorso tra cuochi professionisti ideato ed organizzato dallo chef Domenico Ruggieri - quest’anno presso il Gran Hotel Rinascimento del capoluogo. Numerose le aziende che hanno sponsorizzato l’evento, pensato per mettere in vetrina i prodotti locali e le professionalità che il Molise ospita.

Martedì 4 aprile, avrà inizio alle 10 in punto “Mari e Monti”, la competizione di cucina che vedrà scendere in trincea 24 chef molisani, i quali si contenderanno il titolo per il miglior antipasto, il miglior primo, secondo e dessert.

Ricca e variegata la commissione giudicatrice del concorso (dedicato al sommelier e chef agnonese Carlo Miscischia) che include: Maurizio Santilli, Davide Mazza, Lorenzo Lommano, Nicola Vizzarri, Michele Ottalevi, Daniela Carissimi.

Chef_Domenico_Ruggieri

Lo chef Domenico Ruggieri

Domenico Ruggieri, organizzatore della manifestazione noto anche in Spagna dove ha promosso la cucina molisana, si era già detto soddisfatto visto l’alto numero di adesioni. Qualche giorno fa è tornato a commentare la gara ai microfoni di ‘Informamolise’ dicendo che si tratta di: «Una sfida che in ogni edizione viene caratterizzata dalla bravura e dalla serietà dei concorrenti che non fanno venir meno il presupposto della preparazione e della qualità dei propri piatti».

Non a caso uno degli obiettivi della soirée è proprio la promozione della qualità della materia prima e delle risorse che i molisani, per primi, troppo spesso sottovalutano. «Siamo soliti pensare che i nostri prodotti tipici possano essere utilizzati solo per piatti semplici, figli della tradizione. Bé non è sempre così» commentano dal Caseificio Di Pasquo, azienda sponsor dell’evento di Ruggieri. «Lavorando nel mondo dell’alimentazione ci scontriamo costantemente con questo luogo comune del tutto infondato. Il nostro Caciocavallo è un formaggio semplice che può essere impiegato anche in piatti di cucina moderna. Essere parte di Mari e Monti, siamo certi, ci dimostrerà ancora una volta che il Molise è un ricettario dall’enorme potenziale».

 

Tv, Linea Verde mostra il corollario di bellezze molisane

Linea_Verde_Rai_1

Linea_VerdeÈ andata in onda sabato 18 marzo la puntata di Linea Verde dedicata alle diversità molisane, una regione che – come ha dimostrato ancora una volta il programma Rai – ha davvero molto da offrire.

Così Marcello Masi, Chiara Giallonardo e Federica De Denaro hanno mostrato ai telespettatori i colori di una regione che conserva ancora 3228 specie vegetali (in Italia se ne contano 7550, ndr). A Campobasso la troupe ha incontrato studenti e docenti dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente ideatori e promotori del progetto “Città Giardino” che si prefigge lo scopo di preservare i prodotti della biodiversità regionali.

L’oro nero del Molise non è il petrolio bensì il tartufo (usato ampiamente anche per speziare alcuni prodotti caseari come il Caciocavallo, la Scamorza, il Burrino e la Caciotta); infatti si pensi che dalla piccola regione centrale proviene il 50% del tartufo italiano. Inoltre lo stesso Molise si è aggiudicato il “Guinnes World Record” per il tartufo bianco più grande, per tre anni consecutivi. Masi ha incontrato perciò tartuficultori che raccolgono il fungo ipogeo e lo trasformano.

A Bagnoli, la troupe di Rai ha visitato un centro di fitoterapia che offre all’utenza terapie a base di erbe mediche e naturali autoctone; vegetazioni che sono state impiegate nella cucina dello chef Stefania Di Pasquo.

In città, ad Agnone, i conduttori della rete televisiva nazionale hanno visitato il ristorante “Locanda Mammì” dove la chef ha proposto una ricetta tipica a base di verdura e farina di mais locale.
Linea_Verde_Scamorze_Caseificio_Di_PasquoSempre parlando di cibo, quindi, non poteva mancare una capatina nel mondo dello street-food. Qui, a finire sotto le telecamere di Linea Verde, è stato il furgoncino di Cristian Leonardo Di Pietro – giovane imprenditore agnonese – che ha deciso di portare in strada alcuni prodotti caseari tipici. Tra questi, le Scamorze da Griglia, il Caciocavallo, il Bebè prodotti dal Caseificio Di Pasquo.

Sempre parlando di street food, quindi, il conduttore ha incontrato un altro giovane imprenditore: Marco D’Antonio proprietario del Molise Street Food ha portato sulla tv nazionale la “Panonta” una ricetta tipica dei alcuni paesi molisani.

Per restare in tema di modernità, direttamente in Piazza Plebiscito – nel cuore di Agnone – si è parlato di agricoltura hi-tec ospitando la startup “Sapori del Matese” che permette al consumatore di coltivare il proprio orto biologico direttamente da casa propria, con uno smartphone, e ricevere il raccolto consegnato da un corriere espresso.

Andrea_Labbate_Linea_VerdeInfine, non poteva mancare una capatina nel mondo dei dessert. Ecco spiegata la visita allo stabilimento della Cremeria “Labbate&Mazziotta” nel cuore della vallata agnonese. Nel laboratorio della dolciaria il giovane Andrea, pasticcere, ha mostrato i retroscena di uno dei dolci caratteristici della cittadina altomolisana: la Campana.

Davanti a questo spettacolo di natura, artigianato, cure alternative e prodotti tipici ci siamo soffermati a riflettere sulle innumerevoli cose da vedere, da fare e da assaggiare in Molise. Insomma: siamo fortunatissimi a viverci (checché se ne dica) e lo sarete, se verrete a visitarci.
Vi aspettiamo!

Guarda l’episodio di Linea Verde.

Buona festa del papà, Lorenzo… da tutti noi

Nessuno potrà mai rimpiazzare il proprio papà ma, nella vita, di figure paterne possiamo incontrarne molte. E, oggi, che è San Giuseppe, abbiamo scelto di dedicare qualche riga a Lorenzo, padre di Donatella, Debora, Fabiola e Martina ma figura paterna per tutti i suoi collaboratori.

Lorenzo_Di_Pasquo_titolare_caseificio_di_pasquoÈ impossibile rimpiazzare il proprio papà ma, nella vita, di figure paterne ne potrete incontrare molte. Bene, se mai aveste a che fare con Lorenzo Di Pasquo, siamo sicuri che lui potrebbe essere una di quelle persone lì.

Tocca fare una premessa: questo post non nasce per piaggeria, né proviene da “ordini” ben precisi. Si tratta di un qualcosa di spontaneo scritto sulla base di ciò che abbiamo la fortuna di vivere – giorno dopo giorno – tra le quattro mura di questa azienda.

Un buon padre fa di tutto per passare abbastanza tempo con tutti i suoi figli. Giusto? Bene, il nostro Lorenzo cerca in ogni modo di essere ovunque, a contatto con tutti i suoi collaboratori. Che si tratti produzione o di marketing, di manutenzione o vendite, lo si trova ovunque in tutti i settori e in tutti i reparti. Insomma è quello che definiremmo un “capo presente”.

Ma se dovessimo descrivere il boss? Quali parole useremo?
Potremmo cominciare usando l’aggettivo umile, un attributo che gli si addice perfettamente. A differenza di molti “non si sente arrivato”. Lui (citiamo testualmente) “fa solo il suo lavoro”.
Sicuramente potremmo proseguire citando la sua saggezza acquisita nel corso del tempo al comando del caseificio di famiglia. Tuttavia, a colpire maggiormente, sono la determinazione, la forza di volontà e l’ottimismo. Tre caratteristiche che a parer nostro fanno di lui un buon imprenditore e anche un buon mentore.

Non si possono immaginare scenari futuri (e quindi prospettive future) per un’azienda senza una dose di ottimismo ma soprattutto senza essere disposti al sacrificio e al lavoro duro. Sembrerà ovvio ma negli ultimi anni sono sempre più i capitani di azienda a lasciarsi avvilire dalla crisi economica e la recessione, in particolar modo nell’entroterra. Possiamo dirlo: Lorenzo non è uno di questi e non smette mai di ricordarcelo. Quotidianamente, è uno dei nostri sponsor. Ci spinge a fare di più, ci “fomenta” così come si fa con gli atleti durante una maratona.

Amelia_Iarusso_Lorenzo_Di_Pasquo_titolari_Caseificio_DI_PasquoChi lo conosce lo sa: è un gran chiacchierone. Ama condividere i segreti del suo mestiere, adora istruirci, dare consigli e, perché no, raccontarci i retroscena di quelle sembrano semplici direttive aziendali. Ve lo starete chiedendo, lo sentiamo: possibile che non predichi mai?
E chi lo ha detto?
È un padre, è un imprenditore. È normale che ci si scontri ma sa perdonare e chiedere scusa. Dunque passate le nuvole torna il sereno. Si ricomincia.

Non sappiamo se i vostri responsabili o direttori siano come Lorenzo. Se così fosse sarete fortunati come noi e allora, concorderete, nel voler augurare “buona festa del papà” non solo ai padri ma anche a tutte quelle persone che, quasi come un padre, vi hanno fatto crescere e vi hanno insegnato tanto.

 

 

Mari e Monti, chef Ruggieri come promotore dei sapori e le professionalità molisane

Mari_e_Monti_Concorso _2017_Campobasso

Locandina_Mari_e_Monti_2017CAMPOBASSO – È partito il conto alla rovescia per l’edizione 2017 di “Mari e Monti” la competizione culinaria tutta molisana dedicata allo chef agnonese Carlo Miscischia, scomparso prematuramente.

Immaginate un concorso dedicato ai professionisti molisani della cucina, una gara a base di prodotti locali e vini autoctoni, aggiungete una location di lusso, la passione di giovani studenti e un’apertura al pubblico per l’intera giornata. Infine, arricchite il tutto con una cena di gala conclusiva. Ecco avrete ottenuto la settima edizione di “Mari e Monti” il concorso enogastronomico che martedì 4 aprile riempirà le sale del Grand Hotel Rinascimento di Campobasso.

Ideato e curato dallo chef Domenico Ruggieri, Mari e Monti nasce per valorizzare il Molise, i suoi prodotti e i cuochi professionisti che si cimenteranno in una sfida all’ultimo piatto. Antipasti, primi, secondi e dessert saranno giudicati da una commissione di esperti, dopo che il pubblico (che potrà partecipare all’evento dalle 10 alle 20) si sarà goduto lo spettacolo: vedere all’opera uno chef non capita tutti i giorni.

A mettersi in gioco, un numero sempre crescente di sfidanti. Quest’anno saranno in 24 i partecipanti alla gara gastronomica, che si concluderà con una cena di gala preparata dallo stesso Ruggieri. A prendere parte a questo emozionante e gustoso spettacolo ci saranno anche alcuni studenti degli Istituti Alberghieri di Termoli e Vinchiaturo, coinvolti attivamente nell’organizzazione dell’evento – presentato ieri in conferenza stampa.

Numerosi gli sponsor che hanno creduto nel progetto di Ruggieri, tra i quali il Caseificio Di Pasquo. «Manifestazioni come queste» fanno sapere dall’azienda casearia agnonese «evidenziano tutte le peculiarità molisane, una regione in grado di offrire un corollario di sapori, tradizioni e professionalità che lo chef Ruggieri metterà in vetrina. Partecipare in qualità di sponsor sarà entusiasmante».

 

Auguri Cristina, auguri alle donne

Determinata, decisa, ambiziosa. Se dovessimo riassumere nonna Cristina usando solo pochi aggettivi sarebbero proprio questi tre quelli che sceglieremmo. Tre parole semplici che ci dicono molto sulla capostipite di una famiglia, sul suo modo di pensare e, perché no, anche sull’azienda che fondò sessant’anni fa.

Cristina e Ciccillo, fondatori del Caseificio Di Pasquo

Cristina e Ciccillo nel loro punto vendita

Nel 1956 Ciccillo era da poco tornato dal Belgio, dove per anni aveva lavorato nelle miniere. Cristina era già madre di due figli, Lorenzo – il terzogenito – sarebbe nato ad Agosto. Una vita di sacrifici quella di Cristina che, durante l’assenza del marito, aveva cresciuto i suoi bambini con amore e dedizione seppur continuando a lavorare. Così, quando Ciccillo aveva deciso di acquistare una latteria, Cristina non s’era fatta spaventare. Se ce l’aveva fatta da sola, avrebbe potuto tranquillamente fronteggiare questa nuova sfida. E infatti…

All’inizio, con un bambino in arrivo, la donna dovette rivedere un po’ la routine. La sua vita stava per cambiare nuovamente ma, dopotutto, erano gli anni 60. Tutto mutava, tutto si evolveva così velocemente e, mentre in molti temevano il boom economico, Cristina e Ciccillo accettavano la sfida. Stavano prendendo parte al cambiamento.

Cristina Pannunzio - cofondatrice del Caseificio Di Pasquo

Cristina Pannunzio – cofondatrice del Caseificio Di Pasquo

Con desiderio e sacrificio i due si cimentarono in una nuova sfida che portò gradualmente Ciccillo a trasformare la sua latteria in un caseificio. Cristina vide suo marito passare dalla vendita di latte porta a porta, al bancone del suo negozio. Era orgogliosa di ciò che stavano riuscendo a fare ed era pronta a porsi nuovi obiettivi. “Ricordo che papà spesso le dicesse: – L’ambizione è il tuo problema. Tu sei troppo ambiziosa” racconta Lorenzo. “E un po’ aveva ragione papà” commenta l’imprenditore. “Mio padre era un taciturno pensatore e non amava troppo il rischio. Mia madre invece non si è mai spaventata davanti alle sfide; le ha colte tutte. E ho imparato a farlo anche io perché nella vita l’ambizione può essere positiva”.

È necessario perciò spendere qualche parola per ringraziare Cristina e tutte le donne che hanno educato i loro figli, i loro nipoti mostrando loro che certe volte basta soltanto un po’ di coraggio e forza di volontà per trasformare un sogno in realtà. Non sarà facile ma, è bene ricordarlo, senza ambizione determinazione e decisione è impossibile.

Allora auguri Cristina e auguri a tutte le donne!

Scegli Agnone per… la tradizione ramaia

daniele colacelli cantina - zoom caldaie(1)Nella nostra cantina sono molti gli oggetti che attirano l’attenzione dei visitatori. Tra questi però ce ne sono un paio particolarmente significativi sia per la nostra storia aziendale che per quella di Agnone, la cittadina che ci ha visti nascere, crescere e che ci ospita ancora. Sono le due caldaie di rame, due grossi recipienti stagnati all’interno, usati per il riscaldamento del latte o per la produzione della ricotta.

Tra le tappe del nostro tour infatti non manca una sosta davanti alle caldaie utili anche per svelare ai nostri ospiti il passato ramaio di Agnone. Sono ancora in molti ad ignorare che la nostra cittadina non era famosa solo per la fusione di campane e bensì che ci fosse anche una fervente attività ramaia. Lungo le rive del fiume Verrino c’erano sparpagliate diverse fonderie dove il rame veniva fuso, per poi essere portato in paese. Qui, le mani di esperti artigiani lo lavoravano per creare manufatti come tine, tinelli, mestoli e utensileria che venivano venduti anche oltre i confini regionali.

Oggi sebbene non ci sia più nessuna fonderia del rame attiva, è ancora possibile assistere alla battitura e acquistare manufatti in rame. Ad Agnone, sono tre i negozi specializzati nella vendita di questi oggetti e in due di questi è possibile anche vedere gli artigiani all’opera.

Un dettaglio delle "Antiche Fonderie del Rame"

Un dettaglio delle “Antiche Fonderie del Rame”

Inoltre, nel 2015 è stato inaugurato anche il “Museo del rame” una struttura museale in cui è possibile riscoprire la filiera del rame e venire in contatto con le tecniche di lavorazione e toccare con mano la storia di una tradizione che fece conoscere Agnone anche nelle piazze lontane. Infine, per completare il giro il gestore dello stesso museo può organizzare, su richiesta, un tour guidato proprio in una delle Antiche Fonderie del Rame, un tempo protagoniste del processo di trasformazione.

E tu? Perché non scegli Agnone per… la sua tradizione ramaia?