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Amarcord: quella crema di caffè era fatta di ricotta…

«Ho letto il post sul “pane e ricotta” e mi è tornato alla mente un momento preciso della mia gioventù» ha spiegato Maria, fedele lettrice agnonese che ha voluto condividere con noi un suo ricordo. La redazione del blog, sempre a caccia di storie, ha ascoltato con piacere la storia di Maria, facendo un salto nel passato.

Una cartolina di Agnone reperita dal gruppo Facebook "La Memoria fotografica di Agnone"

Una cartolina di Agnone reperita dal gruppo Facebook “La Memoria fotografica di Agnone”

Gli anni settanta si erano appena affacciati. Agnone contava circa 7000 abitanti regolarmente registrati, ai quali andavano aggiunti tutti i non residenti, che affollavano le pensioni e i “convitti”. La nostra ridente cittadina, al tempo, vantava anche una vastissima e variegata offerta di negozi, artigiani e molto altro ancora.

Maria aveva appena 10 anni, i suoi fratelli di qualche anno più grandi, e viveva in una delle case in centro, a pochi metri dai bar sparpagliati; questi vendevano, come accade oggi, anche gelati. Tuttavia, racconta Maria, ad Agnone i gelati “arrivavano” nei banchi frigo solo a Pasqua, quando generalmente le temperature diventavano più miti. Nessuno avrebbe mai voluto comprare un gelato a dicembre… nessuno tranne un bambino.
I più piccoli, è noto a tutti, non conoscono la “stagionalità” dei prodotti e del cibo. D’estate potrebbero avere voglia di cioccolata calda, a gennaio un ghiacciolo. Dunque: come si faceva se nessuno vendeva gelati?

La risposta è semplice, rapida ed economica. «Ci serviva solo un bicchiere, la ricotta, caffè e zucchero. Poi si mischiava tutto» ha detto Maria, gli occhi sorridono quando accarezza con la memoria il dolce ricordo.

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Abbiamo preparato la crema, seguendo la ricetta di Maria. Il risultato è stato ottimo!

E che veniva fuori da questo miscuglio?
«Il risultato era una sorta di mousse al sapore di caffè. Si trattava di un gelato fatto in casa, con poco dispendio di energie e, soprattutto in economia. Di base era una crema di caffè, come quelle che oggi consumiamo ai tavolini del bar».

Perciò, magari, fuori nevicava e voi dentro mangiavate il vostro gelato con la ricotta…
«Esatto. In genere era mia sorella Arianna a prepararlo per tutti. Ricordo che molto spesso le mie amiche venivano a casa, e passavamo il pomeriggio davanti al camino a riscaldarci mentre ci rinfrescavamo con la crema di caffè. Lo so, è un controsenso ma avevamo 10 anni…».

Ti viene mai voglia della tua crema di caffè?
«Certo! Ogni tanto io e i miei fratelli, ce la facciamo ancora. Un assaggino, anche solo per ricordare che con cose semplici si può fare veramente tanto».