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Trofeo Nord Padania, il Molise nei pacchi gara di atleti da record

VAREDO – Numeri ancora in crescita per il “Trofeo Nord Padania” che alla sua ventiseiesima edizione ha visto la partecipazione di 678 atleti iscritti membri di 82 team.

Il Trofeo Nord Padania, che quest’anno spegneva 26 candeline, continua a crescere. A dimostrarlo sono l’aumento delle iscrizioni e le regioni di provenienza dei partecipanti. Per l’edizione 2017 infatti, l’organizzazione ha contato ben 678 nuotatori registrati in 82 squadre che provenivano dalla stessa Lombardia, dal vicino Piemonte ma anche dalla Liguria, il Trentino, la Toscana e la Campania, l’Umbria e addirittura la Francia.

Trofeo-Nord-Padania-StartNon entreremo nel merito, snocciolando le tempistiche della competizione ma sappiamo che sul podio sono salite la SMGM Team Nuoto Lombardia (44.846,09 punti), l’Asa Cinisello (41.338,05 punti) e Sport Management Lombardia (39.684,43 punti). Inoltre, come accaduto in passato, sono diversi i record che sono stati segnati anche in questa occasione.

Potremmo citare il record italiano 100 rana segnato da Carlo Arturo Travaini (M50) oppure quello di Laura Facci Losito (M75, Rari Nantes Savona) che ha migliorato il record Italiano M75 dei 100 farfalla, strappando il primato a Zoraida Mijatov che lo ha detenuto per sei anni.

Grande soddisfazione anche da parte del team organizzatore che ha ringraziato gli sponsor per «la quantità e la qualità dei prodotti messi a disposizione per i pacchi gara». Tra questi anche il Caseificio Di Pasquo, azienda agnonese, che per il secondo anno ha messo a disposizione dello staff le sue Scamorze da Griglia.

«Crediamo da sempre nel marketing territoriale ed è per questo che abbiamo voluto marchiare a fuoco prodotti come Caciocavallo e Tufone. Siamo consapevoli che ognuno possa fare qualcosa per promuovere il proprio territorio e per questo abbiamo partecipato ancora una volta ad una gara che ha avuto luogo a chilometri di distanza» hanno commentato dal caseificio molisano. «Siamo certi che lo sport sia in grado di accendere i riflettori su piazze grandi e piccole. È una sorta di magia alla quale abbiamo potuto assistere da vicino, qui ad Agnone. E questo incantesimo frequentemente passa anche dai pacchi gara. Abbiamo voluto partecipare, anche se a chilometri di distanza».

Tv, Linea Verde mostra il corollario di bellezze molisane

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Linea_VerdeÈ andata in onda sabato 18 marzo la puntata di Linea Verde dedicata alle diversità molisane, una regione che – come ha dimostrato ancora una volta il programma Rai – ha davvero molto da offrire.

Così Marcello Masi, Chiara Giallonardo e Federica De Denaro hanno mostrato ai telespettatori i colori di una regione che conserva ancora 3228 specie vegetali (in Italia se ne contano 7550, ndr). A Campobasso la troupe ha incontrato studenti e docenti dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente ideatori e promotori del progetto “Città Giardino” che si prefigge lo scopo di preservare i prodotti della biodiversità regionali.

L’oro nero del Molise non è il petrolio bensì il tartufo (usato ampiamente anche per speziare alcuni prodotti caseari come il Caciocavallo, la Scamorza, il Burrino e la Caciotta); infatti si pensi che dalla piccola regione centrale proviene il 50% del tartufo italiano. Inoltre lo stesso Molise si è aggiudicato il “Guinnes World Record” per il tartufo bianco più grande, per tre anni consecutivi. Masi ha incontrato perciò tartuficultori che raccolgono il fungo ipogeo e lo trasformano.

A Bagnoli, la troupe di Rai ha visitato un centro di fitoterapia che offre all’utenza terapie a base di erbe mediche e naturali autoctone; vegetazioni che sono state impiegate nella cucina dello chef Stefania Di Pasquo.

In città, ad Agnone, i conduttori della rete televisiva nazionale hanno visitato il ristorante “Locanda Mammì” dove la chef ha proposto una ricetta tipica a base di verdura e farina di mais locale.
Linea_Verde_Scamorze_Caseificio_Di_PasquoSempre parlando di cibo, quindi, non poteva mancare una capatina nel mondo dello street-food. Qui, a finire sotto le telecamere di Linea Verde, è stato il furgoncino di Cristian Leonardo Di Pietro – giovane imprenditore agnonese – che ha deciso di portare in strada alcuni prodotti caseari tipici. Tra questi, le Scamorze da Griglia, il Caciocavallo, il Bebè prodotti dal Caseificio Di Pasquo.

Sempre parlando di street food, quindi, il conduttore ha incontrato un altro giovane imprenditore: Marco D’Antonio proprietario del Molise Street Food ha portato sulla tv nazionale la “Panonta” una ricetta tipica dei alcuni paesi molisani.

Per restare in tema di modernità, direttamente in Piazza Plebiscito – nel cuore di Agnone – si è parlato di agricoltura hi-tec ospitando la startup “Sapori del Matese” che permette al consumatore di coltivare il proprio orto biologico direttamente da casa propria, con uno smartphone, e ricevere il raccolto consegnato da un corriere espresso.

Andrea_Labbate_Linea_VerdeInfine, non poteva mancare una capatina nel mondo dei dessert. Ecco spiegata la visita allo stabilimento della Cremeria “Labbate&Mazziotta” nel cuore della vallata agnonese. Nel laboratorio della dolciaria il giovane Andrea, pasticcere, ha mostrato i retroscena di uno dei dolci caratteristici della cittadina altomolisana: la Campana.

Davanti a questo spettacolo di natura, artigianato, cure alternative e prodotti tipici ci siamo soffermati a riflettere sulle innumerevoli cose da vedere, da fare e da assaggiare in Molise. Insomma: siamo fortunatissimi a viverci (checché se ne dica) e lo sarete, se verrete a visitarci.
Vi aspettiamo!

Guarda l’episodio di Linea Verde.

Racconto: Nevicate e merende segrete

Avrò avuto sette o otto anni. Era un giorno qualunque di febbraio e fuori nevicava. Mi ero svegliato conscio del fatto che oltre il balcone della camera ci fosse uno spettacolo da ammirare. Quando nasci sui monti, l’inverno ti scorre nelle vene e riesci a capirlo da sotto le coperte se “ha

Una cartolina di Agnone reperita dal gruppo Facebook "La Memoria fotografica di Agnone"

Una cartolina di Agnone reperita dal gruppo Facebook “La Memoria fotografica di Agnone”

poggiato” oppure no. Quella mattina io lo sapevo: i fiocchetti che mi avevano fatto sorridere, quando mi ero messo al letto, non erano stati una spolveratina. Restava da scoprire l’arcano: le scuole erano aperte?
Scesi dal letto e infilai le pantofole, sbirciai tra le tapparelle. Avevo ragione.
Mi catapultai in cucina e trovai mio padre e mia madre. Mia sorella faceva colazione e non c’erano i cartoni alla tv. C’era Telemolise. Tutti, in religioso silenzio, aspettavamo che l’anchorman dicesse: “Scuole chiuse a…”

Dopo una lunga attesa, a base di notizie di cui non capivo niente, sputarono fuori i nomi. Agnone c’era. Io e mia sorella saltammo di gioia mentre mio fratello maggiore sbuffava: «E nooo! Se le scuole sono chiuse sicuro non mi fanno fare l’esame della patente»!
Non mi interessava. Dovevo cambiarmi e uscire fuori a giocare. Così iniziai a bere il mio latte caldo e a fantasticare su quello che avrei fatto ma mia madre mi interruppe: «Allora, voi a scuola non andate ma dovete andare da nonna. Perché io e papà lavoriamo e Marco – a questo punto – si rimette a studiare, visto che, se non è oggi, domani a scuola ci deve andare e ‘sto cinque a latino deve sparire. Perciò vestitevi che andiamo da nonna».
«Ma io voglio giocare con la neve…» protestai.
«E ci giochi da nonna con Andrea ed Elisa» mi rispose mamma. «Pure se non li vedi quasi mai, sono pur sempre i tuoi cugini. Zia e zio non sono partiti per il brutto tempo perciò giochi con loro».
«Ok» mi arresi.

Raggiungemmo casa di mia nonna dove trovai i miei cugini già pronti per quella mattinata di giochi che ci aspettava. Camminammo, trascinando il bob, per diverse centinaia di metri prima di raggiungere la discesa che tanto avevamo cercato.
A mio cugino Andrea, di qualche anno più grande, l’arduo compito di schiacciare la neve e di inaugurare la pista. Trascorsa circa una mezz’oretta eravamo pronti. Cominciammo a scivolare e risalire, a sfidarci a vedere chi capottava dopo, chi arrivava più lontano.

Era quasi mezzogiorno quando ormai eravamo tutti e quattro sudati e bagnati. Tornammo a casa di mia nonna e le spiegammo che «proprio proprio non ce la facevamo ad aspettare per il pranzo». Lei fu colta alla sprovvista e istintivamente mese sulla padella quattro fette spesse di Caciocavallo. Aspettò che su scottassero e le adagiò sul pane.
«Questo vi posso dare. Ma non dite niente a mamma o a zia. Che se poi non mangiate…» ci ammonì sorridendo.

Il patto era fatto, l’accordo siglato. Vicino al camino mettemmo ad asciugare le scarpe. Intanto i vestiti caldi erano già pronti sulle sedie. Ci cambiammo, mangiammo la merenda segreta e andammo a tavola. Qualche ora dopo eravamo di nuovo in strada.

 

Ricetta: Focaccia Rustica con spinaci e Caciocavallo

A volte basta poco per scoprire un nuovo piatto o per vincere un inaspettato premio. Capita che sia sufficiente usare lo stesso social-network (Instagram) e avere le stesse passioni per fare amicizia, trovare un aiuto per la cena oppure guadagnare

Focaccia rustica con spinaci e Caciocavallo

Focaccia rustica con spinaci e Caciocavallo

due ingressi per uno dei tour più caratteristici dell’alto Molise.

È questa la storia che unisce il nostro caseificio con l’autrice del food blog “La Cucina di Liberte” che nei giorni scorsi ha scelto di condividere con noi e con i nostri lettori una gustosa ed interessane alternativa alle solite cene autunnali.

Siete stufi della solita fettina? O della frittata scontata che vi rifilate ogni mercoledì, quasi fosse un ordine del medico? Bene, oggi vi proponiamo una soluzione che Libera, foodblogger, ha pubblicato sulla sua pagina: Focaccia rustica con spinaci e Caciocavallo.

Ticket Gratis per ricettaUna vera e propria prelibatezza che abbiamo deciso di premiare. Infatti, oggi la nostra amica riceverà ben due ingressi gratuiti per il tour “Di Pasquo in Cantina” che farà volare indietro nel tempo i nostri ospiti. Partecipare al tour è semplicissimo (qui tutte le informazioni) e cercare di vincere un ingresso è veramente facile. Per cominciare, inviateci una ricetta a comunicazione@caseificiodipasquo.com, come ha fatto Libera.

Intanto, lasciatevi ispirare dalla focaccia della nostra amica.
Buon appetito e in bocca al lupo.

Settimana della cucina regionale in Brasile, Di Pasquo: «team working per la promozione del territorio»

14714855_1309478655782679_3195997254684053662_oSan Paolo del Brasile – Si è appena conclusa la quinta Settimana della cucina regionale Italiana in Brasile, evento enogastronomico pensato per la promozione delle eccellenze regionali che è stato inaugurato alla presenza di Antonio Bernardini, Ambasciatore Italiano in Brasile. A rappresentare il Molise quest’anno lo chef Stefania Di Pasquo. Tra i prodotti presentati alla manifestazione anche il Caciocavallo stagionato in grotta di tufo del Caseificio Di Pasquo.

14753743_1309478659116012_7017896249614308943_oSono stati venti i ristoranti della capitale paulista ad ospitare altrettanti chef italiani con l’obiettivo di proporre al mercato brasiliano le eccellenze del Belpaese. Dal 15 al 22 ottobre, una delegazione di cuochi professionisti ha messo in bella mostra una gamma di prodotti selezionati (provenienti da tutte le regioni italiane) per agevolarne l’inserimento nei settori Ho.re.ca, GDO e della ristorazione di qualità.

A rappresentare l’Abruzzo e il Molise, la chef agnonese Stefania Di Pasquo, che nei mesi scorsi aveva già occupato lo stesso importante ruolo ad Expo.
Tra i prodotti promossi dalla piccola regione meridionale, il Caciocavallo Stagionato in grotta di tufo, prodotto dal Caseificio Di Pasquo – una delle poche aziende molisane autorizzate all’importazione in Brasile.

14712559_1309478652449346_3360855344886925162_o«Siamo sempre stati al fianco di chi si fa promotore di iniziative che consentano al Molise di farsi conoscere e continueremo a farlo» ha spiegato Debora Di Pasquo, responsabile marketing dell’azienda casearia. «Appuntamenti come la settimana della cucina regionale vanno incoraggiati perché permettono a tutti i territori di emergere. Sentiamo perciò di fare un plauso all’ente regionale che ha coordinato l’operazione e a Stefania la quale, ancora una volta, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco» ha proseguito la giovane. «Nel 2007 la nostra azienda, che è stata inserita nella lista degli importatori autorizzati, partecipò alla Missione Governo Regioni in Brasile, un evento che non tardò a dare buoni riscontri. E anche questa volta la manifestazione ha rispettato i pronostici. Non resta perciò che promuovere il team-working tra professionisti, aziende ed enti affinché il Molise riesca ad affermarsi su scala mondiale».

Quando il Caciocavallo ti “svolta” la cena

UniversitàCi siamo! È cominciato il countdown per ottobre, quando numerosi agnonesi lasceranno la nostra cittadina per raggiungere posti come Campobasso, L’Aquila, ChietiPescara ma anche Napoli, Roma e Milano. Le università riaprono i battenti e gli anni accademici iniziano. Flotte di studenti perciò presto si ritroveranno di fronte a frigoriferi semivuoti chiedendosi: “E che mi mangio?”.

Chiunque abbia vissuto da solo infatti prima o poi avrà dovuto affrontare l’annosa domanda, magari di ritorno da una giornata intensa di corsi (o una riunione di lavoro particolarmente sfibrante). Capita di arrivare a casa, in quegli appartamenti pagati al costo di ville ma arredati per metà con mobili Ikea e per metà con pensili dismessi, talmente stanchi da non aver voglia nemmeno di preparare la vecchia e solita pasta al tonno – il vero 112 del fuori sede medio.

caciocavalloIn questi casi, dove nemmeno gli spaghetti aglio e olio riescono, è la cassetta del pronto intervento della mamma a salvarci. Sì perché ogni buon studente ha alle spalle una madre che in valigia, col favore delle tenebre, imbosca qui e là prodotti sottovuoto. È così che, disfacendo il trolley, troviamo salumi, insaccati e Caciocavallo. Tanto Caciocavallo.

Lì per lì, quando rinveniamo la roba, nascosta come se si dovesse passare per la dogana, siamo furiosi («Dico io: ma se ti ho detto di non metterle ste cose, perché mi carichi sempre come un asino»? urliamo nel silenzio della camera). Tuttavia, in quelle piovose serate ringraziamo la mamma ansiosa che ci ha tratto in inganno, promettendoci di non aggiungere niente.

E allora armati di forbici apriamo la bustina, tagliamo una fetta di Caciocavallo e la adagiamo sul pane. Capiamo che l’ansia di una madre ci ha salvato, che quel formaggio ci ha svoltato la serata. Seduti in quella spoglia cucina, con le piastrelle dai colori discutibili, divoriamo il nostro panino prima di fiondarci nel letto con il laptop sullo sterno, collegati a Netflix.

Ammettiamolo: nelle sere d’autunno quel Caciocavallo è poesia. È come un tramonto inaspettato a dicembre. È come una stella cadente a marzo. È acqua nel Sahara. È una cena quando altrimenti saremo a digiuno.

 

 

Quel “Oh” che che stupisce ogni volta…

Siamo ufficialmente a settembre e va a concludersi la prima settimana del mese. Agosto, con tutte le sue sorprese, i suoi nuovi incontri, gli appuntamenti in cantina e gli eventi si è concluso ed è tempo di stare un po’ a casa.

Si perché l’estate è bella e tutti la aspettiamo con ansia ma poi, ad un certo punto, dopo tutta la frenesia agostana, arriva un momento in cui tutti abbiamo bisogno di tornarcene a casa. Sentiamo la necessità di prepararci all’autunno che verrà, Autunnoalle foglie gialle, rosse che scricchiolano sotto i nostri piedi. Intanto, però, ci stiamo già riabituando ai pomeriggi uggiosi e piovosi.

Oggi, ci sembrava il venerdì perfetto per questo stato d’animo. Un venerdì di settembre che si trascinava lentamente con le pratiche che quotidianamente troviamo in un ufficio ad inizio mese. Qualche nuovo cliente da accompagnare nella selezione del prodotto, scadenze da rispettare, una produzione che andava avanti silenziosa, quasi non volesse farsi sentire. Poi, hanno suonato al cancello e tre pulmini hanno varcato la soglia della proprietà. A bordo c’erano ventisette americani venuti a visitare Agnone.  Hanno provato a dirci «Buonciòrno» o «Ciao» e curiosi si guardavano intorno; poi li abbiamo fatti «vestire come chirurghi» – hanno detto loro – e hanno iniziato a prendersi in giro. Dopodiché la guida ha spiegato velocemente cosa stessero per andare a vedere, ha parlato di prodotti come il Caciocavallo, la Stracciata ma anche la Burrata e li abbiamo visti varcare la soglia del corridoio che li avrebbe condotti in produzione, pieni di curiosità.

IMG_8202A quel punto, la porta che divide il corridoio dalla hall è stata chiusa e l’ufficio è ripiombato nel silenzio. Nel falso silenzio di tutti gli uffici dove c’è sempre un sottofondo a base di tastiere ticchettanti, ventole dei computer in azione, un telefono che suona solitario e il fax che stampa l’ultimo documento. Il primo giorno sembra un caos ma, poco dopo, quello è silenzio. Perciò sì: era caduto di nuovo il silenzio. Nessuna voce nuova che parlava in inglese e nessuna risata. Solo un team al lavoro, ognuno fisso sul proprio schermo finché, nuovamente un’esplosione di suoni ci ha destato, irrompendo nel locale magazzino adiacente alle nostre postazioni.

Di nuovo: chiacchiericci, fruscio di calzari sul pavimento. La guida ha cercato l’attenzione del gruppo ed urlato: «Ora vedrete un po’ quello che è la cassaforte di questa azienda». Ha aperto la cella di stagionatura (che contiene migliaia di Caciocavalli) e… «Ooooh». Una serie di «Wow» hanno anticipato qualche scatto davanti a quel mare di formaggio lasciato lì a stagionare.

È sempre così, ci dissero quando seguimmo il primo tour. Non lo credevamo possibile ma è vero. Ogni volta che si apre quella cella è istantaneo uno “oooooh” di gruppo. Un’ovazione che non poteva non ricordarci l’autunno. Perché ormai lo sappiamo: la stagione che a breve arriverà è la stessa ma ogni anno ci sorprende sempre.

Ooooh!

 

Gli Americani riscoprono i proverbi latini: In medio stat virtus

Un gruppo di americani visita la cantina del Caseificio Di PasquoScoprire che il Caciocavallo non venga prodotto con latte equino è stata solo una delle piccole lezioni che i nostri ospiti canadesi hanno potuto apprende oggi durante un veloce tour nella nostra cantina. Una mattinata che ci ha ricordato quanto sia importante per il Molise e per l’Italia far lavorare sinergicamente tradizione e innovazione.

È durata poco più di un’oretta la visita guidata nei meandri della nostra cantina, alla scoperta della storia aziendale e di quella casearia agnonese e altomolisana. Non appena concluso il giro nella Fonderia delle Campane, una ventina di canadesi hanno infatti raggiunto il nostro punto vendita dove abbiamo raccontato loro le origini della nostra azienda e parlato del processo produttivo. Qui, ci siamo quindi concentrati sugli utensili usati in passato comparando le fasi di lavorazione con quelle attuali. IMG_7714

Inutile negare che i nostri ospiti sono rimasti alquanto stupiti quando abbiamo spiegato che, di fatto, la produzione rispetta ancora la tradizione e che a cambiare (nel corso del tempo) siano stati solo i materiali (oggigiorno legno e rame sono vietati, ndr) e le dimensioni. Chiarite le motivazioni che non consentono alle aziende casearie di utilizzare materiali porosi negli stabilimenti di produzione, dunque, abbiamo messo a paragone alcuni degli strumenti odierni con i loro antenati passati dimostrando che ciò che viene fatto nel 2016 è il discendente diretto delle operazioni di sessant’anni fa.

E proprio parlando di questo, con i nostri ospiti abbiamo concordato che è l’aggiornamento “consapevole” a permettere a territori come il Molise di crescere. Rimanere collegati al proprio retaggio culturale (non restandone prigionieri) consentirà a tutte le realtà produttive regionali di crescere. Insomma alla fine lo abbiamo sempre saputo tutti: come dicevano i latini “In medio stat virtus” ovvero la virtù sta nel mezzo. E allora non dobbiamo fare altro che onorare le nostre origini, la tradizione e usare che questa ci guidi verso un futuro migliore, più roseo e prospero.

Il Molise che non esiste strega la rete

Immaginate di vedere la vostra splendida cittadina catturata da un abile operatore che coglie perfettamente l’essenza di quel posto in cui siete nati. Immaginate di vedere le verdi vallate, che vi fanno innamorare tutti i giorni, con una manciata di nuvole che fanno ombra sui prati. Pensate a come sarebbe ammirare tutto questo sullo schermo del vostro computer o del vostro cellulare. Mozzafiato, no?

Cattura1E se questa clip raccogliesse alcune delle cose migliori di Agnone? Cosa potrebbe significare quel video per oriundi residenti all’estero o comunque troppo lontani per poterne apprezzare la bellezza?
Seppure solo diffusa online, si tratterebbe di pochi secondi che ti nutrono l’anima e ti fanno venire i brividi. Come lo sappiamo? Bè, è successo.

Risale a qualche settimana fa, la visita dei ragazzi de “Il Molisano” (un progetto pensato per riunire e mostrare tutte le bellezze della nostra regione). Giunto in città per girare una clip incentrata sul Caciocavallo, formaggio che l’anno scorso finì nella Top10 dei souvenir più acquistati, il gruppo di creativi è venuto a farci visita. Il molisano

Risultato di questo breve tour perciò è un filmato di 1 minuto e qualche secondo, una serie di immagini che hanno fatto meravigliare il pubblico. Una vastissima platea infatti si è trovata in homepage il nostro borgo, i pascoli e uno dei simboli della nostra cucina: il Caciocavallo.  Ovviamente i commenti sono piovuti e tanta è stata la curiosità anche di tutti coloro i quali non conoscevano l’alto Molise. E, a costo di ripeterci nuovamente e sembrare un poco ridondanti, è risultato evidente che il Molise piace, affascina, ammalia. Perciò ricordarlo non fa male: condividiamo il Molise, promuoviamolo. Il Molise non esiste perché la gente lo ignora. Non permettiamo che succeda ancora. Non permettiamo che venga ignorato!

 

Viteliù, Mastronardi presenta il suo romanzo a Petacciato in compagnia dei formaggi agnonesi

È Viteliù il nome del romanzo storico, scritto dal giornalista agnonese Nicola Mastronardi, che verrà presentato domani 25 giugno a Petacciato.

Viteliu-presentazione-Petacciato-locandina webViteliù, il romanzo storico d’esordio di Nicola Mastronardi, fece subito scalpore quando finì per la prima sugli scaffali delle librerie italiane e i Sanniti, che avevano messo a dura prova le compagini romane e ed erano stati cancellati dalla storia in epoca mussoliniana, ricominciarono a riaffiorare nell’immaginario comune. Qualcuno era stato in grado di dare testa a Roma Caput Mundi e quel popolo aveva vissuto nelle terre che oggi in molti ignorano: il Molise. È proprio da qui che parte la narrazione dell’autore che ha descritto e ricostruito scenari di altri tempi dei quali, però, è ancora possibile trovare traccia.

Non c’è da meravigliarsi quindi se lo scrittore sia protagonista di un lungo tour che sta portando i Sanniti sui comodini di tutta Italia coinvolgendo fette di pubblico sempre maggiore. E domani è prevista un’ulteriore tappa di questa carovana che si fermerà a Petacciato.

Qui, il giornalista, invitato dalla Proloco, presenterà il suo romanzo. A partire dalle 19 la sala consiliare del comune molisano ospiterà l’autore, accompagnato dal clarinettista agnonese Vittorio Sabelli e dalle letture di Adele Ferzano.

20150327_CDP_IMMAGINI_BLOG_Post del caciocavalloA conclusione quindi una degustazione dei prodotti figli di quella tradizione che affonda le radici proprio in epoca sannita: vino, olio, formaggi seguiti dal dessert. Saranno perciò la Cantina San Zenone, il Frantoio Marcucci a far degustare vino e olio. Per quanto riguarda i formaggi, sarà il Caseificio Di Pasquo a far saggiare il Caciocavallo, stagionato che da sempre rappresenta il Molise (così tanto che fu uno dei souvenir più gettonati a fine estate scorsa). Non poteva mancare il dessert e quindi sarà un’altra azienda agnonese a proporre alcuni biscotti tipici: la Dolciaria Carosella.

Sono eventi come questi a consentire al pubblico di conoscere tutte le anime di una regione tutta da scoprire: storia, tradizione, cultura e gastronomia. Una cornucopia che meraviglia di volta in volta la platea lasciandola a bocca aperta.