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Agnone

Il regno dei Caciocavalli

AGNONE – Si è concluso ieri il progetto educativo che ha coinvolto l’Istituto Omnicomprensivo di Guglionesi e il Caseificio Di Pasquo, azienda agnonese che in tre diversi appuntamenti ha ospitato circa cinquanta alunni, con una età media di 7 anni, nello stabilimento produttivo alla scoperta della filiera di produzione.

Si parla sempre più spesso di corretta nutrizione ed educazione alimentare, disciplina che – vista la crescente insorgenza di patologie connesse a disturbi alimentari, trova sempre più spazio nelle offerte formative di scuole di ogni ordine e grado.

Istituto-Omnicomprensivo-Guglionesi-visita-Caseificio-PasquoFortunatamente, di anno in anno, sono più diffuse le iniziative pensate per sensibilizzare gli alunni di tutte le fasce di età a partire dai più piccini. Le cattive abitudini sono dure a morire e prima si comincia a combatterle e prima arriverà la vittoria.

Proprio per questo non stupisce la scelta dell’Istituto Omnicomprensivo di Guglionesi che ha messo su un progetto dedicato prevedendo addirittura, per gli alunni di seconda elementare, la visita in una delle aziende casearie regionali. A ricevere i 47 infanti il Caseificio Di Pasquo che tra il 28 aprile e il 9 maggio ha organizzato tre visite guidate all’interno del dipartimento di produzione.

I silos di stoccaggio del latte, la pastorizzatrice, le vasche polivalenti e le due linee di produzione sono state tutte tappe di una visita che ha permesso agli studenti di conoscere, passo dopo passo, gli step di produzione fino all’arrivo in tavola.

Come era prevedibile, ad attirare particolarmente l’attenzione dei partecipanti, sia il nastro trasportatore impiegato per lo spostamento delle mozzarelle (protagonista del “tuffo della mozzarella”) che la cella di stagionatura, in grado di contenere diverse migliaia di Caciocavalli.

20170508_cdp_visita-2-5E sono i loro commenti che non dimenticheremo mai. Già perché non sarà facile trovare altri visitatori come Daniel (nome di fantasia per tutelare il nostro giovane ospite, ndr), in grado di rispondere alle nostre domande, di porre quesiti difficili e di capire senza alcun problema i dettagli del processo. Difficilmente scorderemo Anna (nome di fantasia) che rifiutava la ricotta ma alla quale piacciono «i formaggi più stagionati perché sono saporiti». Soprattutto non potremo mai dimenticare Paola (alias) che a conclusione del tour ha commentato: «Wow! Ma qui siamo nel regno del Caciocavallo»!

Ancora una volta ci ritroviamo a scrivere post come questi con il cuore colmo di gratitudine perché ogni esperienza è un regalo e serve a ricordarci che la gioia, la curiosità e la vivacità di un bambino possono emergere anche tra i rumori delle macchine di produzione.

  • Prenota anche tu il tour. Chiamaci al 0865 79275 o inviaci una e-mail a: comunicazione@caseificiodipasquo.com

Scegli Agnone per… le sue vedute

Cosa vedere ad Agnone? Non è affatto facile rispondere a questa domanda: al contrario di ciò che si possa pensare la cittadina altomolisana offre numerose attrazioni. È infatti per questa ragione che sul blog abbiamo lanciato la rubrica “Scegli Agnone per”, un appuntamento fisso per snocciolare le bellezze paesaggistiche, architettoniche e tutte le tappe che potresti (o forse dovresti) vedere.

I paesaggi
Se vivi in città, sono proprio i paesaggi la prima cosa che ti colpisce di Agnone. Da ogni punto di ingresso, infatti, si gode di una vista mozzafiato sui campi, le vallate e le colline. Una cartolina che consente a tutti i visitatori di capire in colpo solo cosa sia il Molise: una terra vergine dove la natura non è stata cementificata, dove il verde è ancora prominente. Ma sarà possibile rifarsi gli occhi anche una volta entrati in paese? Certo che sì!
E ti diremo dove. Ecco una selezione di terrazze e vedute che ti consigliamo di aggiungere al tuo itinerario.

Veduta_Belvedere_RipaBelvedere “Ripa”
Il nome è una garanzia. Situato all’estremo Sud della cittadina, il belvedere si erge al di sopra di una montagna rocciosa che domina la vallata. Dalla terrazza, un’area verde che ospita numerose panchine ed anche un piccolo parco giochi, è possibile osservare l’intera vallata approfittando di uno squarcio dal quale si scorgono paesi come Capracotta, Poggio Sannita e Pietrabbondante.

Veduta_Agnone_Via_AmicarelliTerrazza “Via Amicarelli”
Immagina un muro di cinta in pietra, una spessa ringhiera dalla quale si scorge il belvedere Ripa, il viadotto Verrino, visibile in diverse angolazioni da diversi scorci. Come sarebbe guardare tutto questo dando le spalle ad uno degli storici campanili della città delle campane?

Terrazza “Via Don Bosco” e “Via Monsignor N. Marinelli”
Veduta_Agnone_SudVorresti vedere il versante sud di Agnone per scrutarne i particolari? Anticamente la cittadina era considerata inattaccabile perché edificata all’interno di una serie di case a schiera che precludevano l’accesso. Da questi due terrazzamenti è possibile avere un’idea della struttura del centro altomolisano e, ammettiamolo, restarne affascinati.

Agnone_skylineTerrazza “Zona Artigianale”
Cerchi una cartolina da pubblicare su Instagram o condividere con i tuoi amici? La veduta della zona artigianale ti offre la siluette dell’intera cittadina, uno skyline su cui si profilano i principali campanili. Tra questi, svetta imponente la torre della Chiesa di Sant’Antonio.

img_1006Veduta “Viale Marconi”
A pochi passi dal centro di Agnone, su una delle strade che conduce fuori dal paese, c’è uno squarcio seminascosto nella vegetazione, una piccola finestra che si affaccia su tutto il borgo, la valle e – ancora una volta – sul viadotto Verrino.

Ne manca qualcuno all’appello?
Segnalacelo con una e-mail a: comunicazione@caseificiodipasquo.com
Se, invece, ancora non sei passato di qui, non hai scelta. Scegli Agnone per… le sue vedute.

Turismo, con la primavera alle porte prepariamoci al meglio

«Cercavamo un paese tranquillo e ricco di cose da vedere e abbiamo optato per Agnone». Sapete quante volte ce lo siamo sentiti dire? Lo abbiamo già scritto ma ci piace ricordarlo (perché molti non ci credono) ma l’Alto Molise affascina e strega anche le giovani coppie.

IMG_9910Sabato mattina, poco dopo le 11, abbiamo ricevuto in cantina una coppia di ragazzi campani. Come di consueto, il tour è stato anche l’occasione per scambiare due chiacchiere con i nostri ospiti e così abbiamo scoperto che la scelta della nostra cittadina non era stata casuale. I due giovani erano alla ricerca di un posto caratteristico, un borgo in cui fosse possibile ancora toccare con mano la tradizione, i sapori tipici. E così i due hanno fatto un po’ di ricerche e hanno riscoperto Agnone. Ne avevano già sentito parlare a proposito della Fonderia Marinelli ma non ne conoscevano la storia, il passato ramaio e la cultura casearia. Insomma conoscevano il nome di Agnone ma non i dettagli e così hanno fatto ricerche e, sì, hanno scelta la nostra cittadina come meta per il loro rilassante week-end.

Mark Cerimele e la sua famiglia in visita al caseificio Di Pasquo

Mark Cerimele e la sua famiglia in visita al caseificio Di Pasquo

Questo è solo uno degli aneddoti che abbiamo ascoltato nella nostra cantina. Tra questi c’è la storia di Mark che sta già pianificando un altro viaggio in paese; c’è Renata che ogni anno riapre le imposte della sua casa di famiglia; ci sono gli inglesi che continuano a preferire il Molise alla Toscana.

Possono sembrare sciocchezze, dati insignificanti ma noi continuiamo a ripeterlo: non è così. Sono segnali positivi, indicatori che ci suggeriscono un chiaro ed importante messaggio: siamo sulla strada giusta! Non dobbiamo far altro che proseguire con impegno e dedizione, fare squadra (come abbiamo già detto) e accogliere – come comunità – calorosamente tutti questi visitatori. Siamo solo agli inizi di un percorso che ci consentirà di portare il nome di Agnone, dell’Alto Molise in giro per il mondo e che porterà cittadini di tutto il mondo a visitare le nostre ridenti colline.

Certo non siamo una meta per il turismo di massa ma converrebbe esserlo? Avremmo gli spazi per gestire flussi di quella portata? Probabilmente, lavorandoci su si riuscirà a fronteggiare anche richieste “massive” ma per il momento cerchiamo di ottimizzare ciò che abbiamo e prepariamoci al meglio per la primavera che verrà.

 

Scegli Agnone per… la tradizione ramaia

daniele colacelli cantina - zoom caldaie(1)Nella nostra cantina sono molti gli oggetti che attirano l’attenzione dei visitatori. Tra questi però ce ne sono un paio particolarmente significativi sia per la nostra storia aziendale che per quella di Agnone, la cittadina che ci ha visti nascere, crescere e che ci ospita ancora. Sono le due caldaie di rame, due grossi recipienti stagnati all’interno, usati per il riscaldamento del latte o per la produzione della ricotta.

Tra le tappe del nostro tour infatti non manca una sosta davanti alle caldaie utili anche per svelare ai nostri ospiti il passato ramaio di Agnone. Sono ancora in molti ad ignorare che la nostra cittadina non era famosa solo per la fusione di campane e bensì che ci fosse anche una fervente attività ramaia. Lungo le rive del fiume Verrino c’erano sparpagliate diverse fonderie dove il rame veniva fuso, per poi essere portato in paese. Qui, le mani di esperti artigiani lo lavoravano per creare manufatti come tine, tinelli, mestoli e utensileria che venivano venduti anche oltre i confini regionali.

Oggi sebbene non ci sia più nessuna fonderia del rame attiva, è ancora possibile assistere alla battitura e acquistare manufatti in rame. Ad Agnone, sono tre i negozi specializzati nella vendita di questi oggetti e in due di questi è possibile anche vedere gli artigiani all’opera.

Un dettaglio delle "Antiche Fonderie del Rame"

Un dettaglio delle “Antiche Fonderie del Rame”

Inoltre, nel 2015 è stato inaugurato anche il “Museo del rame” una struttura museale in cui è possibile riscoprire la filiera del rame e venire in contatto con le tecniche di lavorazione e toccare con mano la storia di una tradizione che fece conoscere Agnone anche nelle piazze lontane. Infine, per completare il giro il gestore dello stesso museo può organizzare, su richiesta, un tour guidato proprio in una delle Antiche Fonderie del Rame, un tempo protagoniste del processo di trasformazione.

E tu? Perché non scegli Agnone per… la sua tradizione ramaia?

 

Annuncio di lavoro: il Caseificio Di Pasquo seleziona personale

Per espansione del proprio organico, il Caseificio Di Pasquo seleziona personale.

11109108_617472681686738_6511400385413067290_nDescrizione dell’azienda
Fondato nel 1956 il Caseificio Di Pasquo è cresciuto fino a diventare una moderna SRL che produce coniugando tradizione e innovazione tecnologica nel rispetto delle radici e dei moderni standard di sicurezza alimentare (IFS e ISO 9001:2008). La società è dotata di una solida organizzazione interna e di una infrastruttura che consente di produrre, confezionare e distribuire tutte le proprie referenze con risorse interne.

Descrizione dell’offerta di lavoro
Al fine di poter consolidare la propria rete vendite e di espanderla, l’azienda ricerca agenti di commercio da inserire nel proprio organico aziendale. La figura verrà inserita all’interno di un contesto con un portafoglio clienti base, costruito nel tempo, pertanto compito dell’agente sarà quello di consolidare il parco clienti espandendolo, in coordinamento con il proprio Area Manager.

Competenze ed esperienze
Si ricercano candidati con buona dialettica, ottime capacità relazionali e di problem solving; il candidato ideale ha familiarità con gli apparati informatici di uso comune (come smartphone e assimilati) ed è abituato al lavoro di squadra.

L’azienda ricerca:

-nr. 2 risorse dotate di patente B;

-nr. 1 risorsa dotata di patente C.

11045351_601495183284488_3759729732968428002_oCome candidarsi
Le candidature andranno recapitate all’indirizzo risorseumane@caseificiodipasquo.com o fatte pervenire tramite il modulo online reperibile sul sito. Si prega di inviare un curriculum aggiornato.
Sarà nostra premura ricontattare i candidati selezionati, al fine di organizzare un colloquio presso i nostri uffici.

Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03.

Neve. Oltre i disagi un imperdibile spettacolo

20170111_115019Splende il sole oggi sull’Alto Molise. Sopra gli innevati tetti il cielo azzurro e terso annuncia che la tempesta è finita (sebbene le previsioni meteorologiche ci preparano al contrario). In strada, continuano le operazioni di sgombero che dovrebbero riportare le cittadine e i paesi dell’hinterland alla normalità. Insomma: è tempo di godersi questo spettacolo della natura.

Le intense nevicate dei giorni scorsi infatti non hanno solo portato disagi e complicazioni bensì hanno regalato ai territori colpiti anche veri e propri capolavori. Spiagge, colline e monti innevati, fontane ghiacciate e immensi cumuli di neve sono finiti sulle pagine di giornali, negli slideshow di quotidiani online (qui l’articolo della concittadina Marisa Labanca) e sulle tv – locali e nazionali.

Sui social è partita la corsa allo scatto più bello e tutti gli utenti hanno cominciato a postare immagini, brevi video e dirette che ci hanno permesso di curiosare ovunque. In molti si saranno detti stufi di questo eccessivo upload ma noi no! Anzi…

20170109_1441243In questo tranquillo mercoledì perciò abbiamo deciso di lanciarvi un invito: non temete il freddo. Godetevi questo manto bianco. Guardate oltre i problemi e le difficoltà che il mal tempo hanno portato nei giorni scorsi. Provate a guardare il bicchiere mezzo pieno, a riscoprire la magia della neve. Perché Agnone, l’Alto Molise e il Molise sono anche questo. Allora usciamo, respiriamo quest’aria pulita (che tutti ci invidiano), riempiamoci gli occhi di questi colori che abbiamo la fortuna di avere ad un palmo dal naso. E, perché no, scattiamo qualche foto; postiamola!
Tutta questa bellezza va condivisa.

Buon mercoledì e buon divertimento!

‘Ndocciata 2016, un grazie a tutti gli Agnonesi

15109386_769022616569489_7507247752510912108_nAgnone, 12 dicembre. Si è ormai concluso il tanto atteso week-end dell’Immacolata Concezione, un fine settimana ricco di eventi che hanno visto tra i protagonisti la cittadina altomolisana, le sue tradizioni, i suoi sapori, le sue bellezze.

Un ponte, quello dell’8 dicembre, che ha contato numerose presenze sul territorio soprattutto in concomitanza della ‘Ndocciata, a vent’anni dall’edizione a Città del Vaticano, sotto gli occhi dell’allora Papa Giovanni Paolo II.
Ad arricchire il soggiorno di turisti e villeggianti, mercatini, mostre, degustazioni, concerti e musical che hanno fatto da cornice alla ‘Ndocciata; la manifestazione, stando alle stime dellEco dell’alto Molise, avrebbe attirato circa 30mila spettatori, scatenando giustamente l’entusiasmo delle istituzioni e di tutti gli attori coinvolti.

È proprio in questo clima di generale soddisfazione che noi vogliamo ringraziare chiunque abbia contribuito a rendere possibile la ‘Ndocciata a il palinsesto del week-end del fuoco. Istituzioni, forze dell’ordine, ma anche commercianti e imprenditori. Tutti, ma proprio tutti, siamo stati in qualche modo fondamentali. Vanno quindi spese un paio di parole per i concittadini che hanno scelto di decorare le proprie case e addobbarle in vista Numeri della ndocciatadella grande sfilata. Gli agnonesi avrebbero potuto prendersela con comodo e invece, come sempre, hanno scelto di accendere le luci di Natale qualche giorno prima, per creare il giusto clima (e non solo, come si potrebbe obiettare, per partecipare alla sfida lanciata dal Municipio). Sono sempre gli agnonesi le persone cordiali che spesso hanno fornito le indicazioni ai turisti; e sono gli agnonesi quelli che hanno assemblato le ‘Ndocce e le hanno fatte sfilare. Sono loro il popolo che si è fatto custode di una tradizione ed è per Agnone che lo fanno. Non per vanto, non per introiti personali. È per orgoglio, è per rispetto della storia, della tradizione e dei propri antenati.

E allora in mezzo a questo mare di ringraziamenti non possiamo scordare di ringraziare loro: gli Agnonesi.

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‘Ndocciata. – 3 al giorno che aspettiamo come bambini

Agnone, 5 dicembre 2016.
È difficile conservare e l’oggettività oggi perciò, onde evitare di deludervi, rinunciamo proprio ad ogni tentativo.

Ci siamo svegliati festosi stamattina, consci del fatto che anche se fosse lunedì questa era una delle settimane che aspettiamo con più ansia. Mancano infatti tre giorni alla tanto attesa ‘Ndocciata: una fiaccolata lungo il corso principale della nostra cittadina. Una sfilata di antichissime origini che con il tempo è diventata uno dei simboli di Agnone.

Nel 1996, per esempio, questo rito del fuoco arrivava a Piazza San Pietro, illuminando la Città del Vaticano e portando calore nei cuori dei presenti e degli ‘Ndocciatori, rappresentanti di un territorio che difende con forza il proprio retaggio culturale.

Il prossimo 8 dicembre saranno trascorsi vent’anni dall’edizione che vide tra i suoi spettatori anche Papa Giovanni Paolo II; due decadi in cui molto è cambiato ma – fortunatamente – qualcosa è rimasto immutato come l’atmosfera gioiosa e festosa che si respira con l’avvicinarsi dell’Immacolata Concezione.C’è adrenalina e tutti quanti ci smuoviamo velocemente; si lavora affannosamente per rendere ogni angolo della nostra cittadina più accogliente; i proprietari dei negozi addobbano le vetrine, gli operai comunali installano le luminarie, dalla filodiffusione arrivano le prime note musicali.

C’è aria di Natale e non è quel clima finto che si respira nei superstore. Non è quell’atmosfera fasulla pensata per incentivare le vendite. Non è un artificio commerciale. È pura, reale come la gioia di un bambino la mattina del 25 dicembre.

Sì! Noi agnonesi siamo un popolo di bambini. Scalpitiamo la notte e ci batte forte il cuore quando quelle ‘Ndocce danzano davanti ai nostri occhi. E mentre le prime luci colorate cominciano ad accendersi sui balconi, non possiamo far altro che ispirare e goderci ogni singolo attimo di questo conto alla rovescia.

 

Antonio: «le ‘Ndocciate della mia infanzia erano più ‘umili’»

Accensione delle 'NdocceLa ‘Ndocciata è certamente uno dei riti più antichi e sentiti ad Agnone. Basta fare una rapida ricerca su Google per scoprirne l’origine e lo sviluppo attraverso i secoli. Di fatto, si tratta di una tradizione in continua evoluzione che però continua a restare nel cuore dei cittadini. La nostra redazione ha raccolto la testimonianza di Antonio, ottantenne agnonese che ci ha chiesto di restare anonimo

«Quando ero piccolo la ‘Ndocciata era diversa» ha cominciato Antonio. «La mia famiglia viveva in campagna, come forse la maggior parte degli agnonesi e celebravamo questo rito meno in pompa magna».

Le andrebbe di spiegarci meglio?
«Certo! Oggi la ‘Ndocciata è un rito famoso che porta in paese turisti e visitatori ma prima era un qualcosa di nostro. Voglio dire: difficilmente qualcuno sarebbe venuto ad Agnone per la ‘Ndocciata».

Foto Di Danilo Di Nucci - Le iridi digitali

Falò Finale .
Foto Di Danilo Di Nucci – Le iridi digitali

Oggigiorno questo rito del fuoco è un vero e proprio spettacolo mentre anni fa di ‘Ndocciata ce n’era solo una…
«Esattamente. Dal 1996, se non erro, gli appuntamenti si sono sdoppiati ma in origine la ‘Ndocciata era una sola e si teneva il 24 dicembre, alla Vigilia. Ad ogni modo, devo ammetterlo: rende orgogliosi vedere che tutti vengano qui a godersi Agnone e le ‘Ndocce. È bello condividere con i turisti e i villeggianti tutto questo. ».

Si tratta sicuramente di un appuntamento di cui andiamo fieri. Ci incuriosito però: come celebravate questo rito?
«Io vivevo in campagna, nelle contrade di Agnone e non andavo in paese il giorno della Vigilia. Come me, la maggior parte dei miei vicini di casa che perciò accendevano un fuoco, fuori da ogni casolare».

Quando venivano appiccati i falò?
«Dopo cena, verso la mezzanotte l’agro agnonese cominciava a colorarsi. Tutte le famiglie accendevano il proprio falò e dalla cittadina lo spettacolo era ancor più caratteristico».

Un gruppo di 'Ndocciatori volteggia in cerchio per il pubblico. Foto Caseificio Di Pasquo

Un gruppo di ‘Ndocciatori volteggia in cerchio per il pubblico. Foto Caseificio Di Pasquo

Perché?
«Era come se le campagne intorno alla cittadina diventassero una grande torta di compleanno con decine e decine di candeline accese. Le colline iniziavano a splendere».

Insomma oggi le luminarie, ieri i fuochi…
«Proprio così. Ad ogni modo, quando penso al Natale della mia infanzia non sono i fuochi il ricordo più dolce».

No?
«No, no. La parte più bella, per me, era il giorno successivo, a Natale. Tutti andavamo in Chiesa e, ovviamente non c’erano macchine. Le chiese erano solo in paese e allora ci si trovava tutti insieme lungo i tratturi che collegavano il borgo alle contrade. Era come un immenso pellegrinaggio».

Alla fine della funzione succedeva lo stesso…
«Certo. In realtà anche di notte, quando si accendevano i fuochi, c’era gente in strada. Forse per questo era più bello: c’era un senso di comunità diverso. Ci si sentiva uniti. Uniti anche nelle ore più fredde della notte, quando il freddo invernale ghiacciava i campi e i boschi che circondavano le nostre case».

Renata Manuppella: «Torno qui ogni anno e non smetterei mai»

Agnone vista dall'alto - Fonte sito Hotel Duca del SannioAgosto non è solo il mese in cui fiumi di visitatori raggiungono Agnone e l’alto Molise alla scoperta delle sue bellezze. Infatti l’ottavo mese dell’anno è anche il periodo in cui numerosi oriundi tornano nella cittadina che li vide nascere e crescere. Il centro storico si rianima e sono pochissime le imposte chiuse. Al contrario ci sono finestre spalancate e portoni accostati. Lungo quelle stradine – generalmente abbastanza silenziose – ci sono voci, risate, i tintinnii di posate nei piatti. Insomma il borgo è vivo e tutte i villeggianti che lo rianimano sono anche custodi di incredibili storie che non aspettano altro che essere raccontante. Lunedì 29 agosto Agnone già si stava svuotando. Alcuni dei nostri concittadini erano già a casa in città, altri preparavano i bagagli. Qualcuno invece posticipava la partenza per incontrarci. Quel qualcuno si chiama Renata Manuppella. Non appena varchiamo la soglia di casa, ci troviamo in un tipico androne dei palazzotti altri tempi. Pavimento in pietra, un arco ed una scalinata ripida – sulla quale troneggia una finestra – che collega l’ingresso alla dimora. Risalita la rampa, giriamo a sinistra ed entriamo in un accogliente salottino. I divanetti sono alla destra della stanza, nelle vicinanze di un grosso camino in pietra. È qui che Renata ci fa accomodare e la nostra piacevole chiacchierata ha inizio.

Innanzitutto la ringraziamo per l’invito, Renata. Lei è fortemente legata ad Agnone ma ha vissuto qui per pochissimo tempo.
«È vero. La mia famiglia ha origini agnonesi ma noi abbiamo sempre vissuto a Napoli. Poi, durante la seconda guerra mondiale, mio padre decise che saremmo trasferiti qui. E così fu. Lasciai Agnone che avevo  un anno o poco più». Era molto piccola. Non può ricordare il suo soggiorno qui ma la sua famiglia ha continuato a tornare. «Certamente. Avevamo comunque una casa e degli affetti qui. Mia zia, Esterina Mannuppella, viveva qui. Era una laica e preparava i ragazzi e le ragazze alla prima comunione e noi, ogni estate facevamo ritorno qui».

Fiato 1100 - Immagine pubblicitaria

Fiato 1100 – Immagine pubblicitaria

Cosa ricorda delle estati agnonesi?
«Beh, noi venivamo da Napoli e quando tornavamo qui, all’inizio, ci sentivamo un po’ prigionieri. Poi, negli anni ’50 mio padre comprò un macchina. La Fiat 1100 e allora la situazione cambiò. Iniziarono le escursioni e ogni occasione era buona per visitare i dintorni. Ricordo le nostre gite a Collecarbone e di come ci piacesse scoprire quella natura così brulla».

Sicuramente questa casa, il paese e le valli significheranno molto per lei. Ma oggi tornare qui cosa significa per lei?
«C’è modo di tornare nei luoghi d’infanzia, questo sì. Ma soprattutto Agnone ci dà la possibilità di rincontrare persone con le quali abbiamo condiviso, e condividiamo ancora, momenti splendidi. Amici di una vita che vivono altrove e che ogni estate sono qui».

Lei è una turista e un’agnonese allo stesso tempo. Qualcuno la definirebbe foragnonese e quindi ha un piede dentro ed uno fuori da questa realtà. Cosa cambierebbe?
«Agnone è una cittadina amorevole. È tranquilla, circondata dal verde (che con il tempo si è ingentilito. Prima la natura era brulla, oggi è tutto così rilassante e piacevole da guardare) e nasconde mille tesori. Ho portato io stessa degli amici e ne sono rimasti colpiti».

C’è un ma…?
«In un certo senso sì. Come dicevo qui si sta bene ma sarebbe stupendo se i cittadini si aprissero un po’ di più. Non sto dicendo che gli agnonesi siano inospitali, sia chiaro. Tuttavia, trovo che ci siano – da parte di alcuni componenti della società – delle resistenze nei confronti di chi torna. Mi auspico che i giovani possano essere promotori di questa auspicata apertura».

'Ndocciata dall'alto, 2 (foto di Guerino Trivisonno)Possiamo ben sperare allora.
«È ciò che noi tutti ci auguriamo, no? La gente ha voglia di tornare e di portare con sé amici e parenti. Sebbene, ad essere sinceri, non mi auguro che Agnone diventi una meta vittima di turismo massivo, che ne annienterebbe l’anima, qui c’è del potenziale. Del grosso potenziale. Si parla di turismo d’élite, presenze di nicchia e allora non resta che confidare nei ragazzi e nelle ragazze. Sono loro che potranno dare un valore aggiunto diventando anelli di congiunzione tra chi vive qui, chi fa ritorno e chi viene semplicemente in visita».