| Primo passo del processo produttivo: il
latte pastorizzato viene portato a temperatura di 37°C ed immesso in vasche polivalenti
dove, per favorirne la fermentazione, vengono aggiunti i fermenti lattici (incubati per
circa mezzora). Il latte viene agitato continuamente da un braccio meccanico e
allaggiunta del caglio viene lasciato riposare per 10-15 minuti per il
raggiungimento della giusta consistenza della cagliata. |

|

|
A questo punto avviene la rottura della
cagliata fino ad ottenere granelli di pasta della dimensione di un chicco di riso (per
ottenere delle mozzarelle la grandezza di riferimento è allincirca quella di un
nocciola).
Successivamente avviene la cottura della pasta per far si che la cagliata acquisisca
consistenza. |
La cagliata ottenuta viene introdotta in
vasche dove fermenta fino al raggiungimento di un ph pari a 5,10.
Adesso la pasta "fila", viene tagliuzzata finemente e filata con acqua bollente. |

|

|
L'impasto ottenuto viene inviato
direttamente alla formatura. |

|

|
La formatrice
raccoglie nei suoi canali di alimentazione la pasta filata,
controllata dal Mastro casaro ed avviata verso le forme.
|

|
Nelle forme la pasta filata viene depositata
nel giusto quantitativo che assicura uniformità nel peso dei prodotti. |

|
Le lavoranti si occupano della finitura del
caciocavallo, e con abili movimenti definiscono il "pizzetto" che caratterizza
la forma tipica del caciocavallo agnonese. |
| La finitura successiva è la formatura della
"testa" del caciocavallo, operazione effettuata sempre manualmente. |

|

|

|
Le "forme" ottenute
sono legate con delle corde a fibra naturale e quindi trasferite allinterno di una
vasca contenente acqua fredda dove avviene il rassodamento del prodotto per circa un paio
dore.
Successivamente sono immerse in vasche contenenti salamoia che garantisce la
conservazione, la consistenza e la sapidità del prodotto.I tempi di questa fase variano al variare del peso del prodotto (un caciocavallo
da 1,3 Kg impiega circa 8 ore, uno da 2 Kg resta per 16 ore per permettere al sale di
giungere fino al "cuore" del prodotto).
|

|
Le forme estratte dalla salamoia sono
trasferite nella sala di asciugatura dove sono disposte in carrelli con trespoli in legno
o acciaio. Qui subiscono una prima asciugatura a temperatura elevata (intorno a 25° C con
umidità del 40%) per un paio di giorni. |
| Successivamente vengono inviati nelle
sale di stagionatura dove restano per un periodo che va dai 2 mesi ad un anno con
ventilazione per evitare la formazione di muffe. |

|

|

|
| Durante il periodo della
stagionatura, ogni singolo prodotto, che presenta le caratteristiche di qualità volute
dal titolare del caseificio, ottiene il sigillo di prodotto eccellente con la marcatura a
fuoco. Alcune lavorazioni prevedono laggiunta
alla pasta filata di scaglie di tartufo o l'affumicatura per ottenere il
Caciocavallo tartufato o quello affumicato. |